Un parassita distrugge i castagni d'Abruzzo, D'Alonzo critica la Regione

TERAMO – Primo cittadino Crognaleto ‘è vera emergenza, servono azioni’ Il 2013, a causa di un parassita, è stato l’"annus horribilis" della castanicoltura italiana e abruzzese, con la produzione scesa al minimo storico, ma la Regione, per l’anno in corso, "ha in programma di non fare niente". A lanciare l’allarme è il sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo, secondo cui "non ci sono fondi stanziati, non esistono programmi di intervento fitosanitario, non c’è nessuna volontà di affrontare un problema divenuto vera emergenza". Il parassita in questione, il Cinipide galligeno del castagno, si è diffuso notevolmente, tanto che ormai, stando ai monitoraggi condotti dal Servizio Fitosanitario, tutti i castagneti della regione sono coinvolti. "Una situazione – sottolinea il primo cittadino – che interessa anche alcuni comuni del Teramano: Campli, Civitella del Tronto,Valle Castellana, Rocca Santa Maria,Torricella Sicura, Cortino e Crognaleto". D’Alonzo parla di "una vera e propria debacle economica, oltre che ambientale, per i tanti castagnicoltori che con ben 200 ettari di castagneti, lavorano nei nostri territori e mantengono viva una importante attività produttiva". Ricordando i risultati ottenuti, anche "grazie al pressing di piccoli Comuni come Crognaleto", circa l’approvazione della Legge regionale sulla forestazione, il primo cittadino sottolinea che "i 47 lanci di Torymus sinesis Kamijio, insetto nemico del parassita, effettuati dal 2011 al 2013 non bastano". "I Lanci – osserva D’Alonzo – dovrebbero essere molti di più e si dovrebbe pensare a un sostegno per far fronte alle difficoltà dei produttori. Cosa ha in programma di fare la nostra Regione per l’anno in corso? – conclude il sindaco – Niente".

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