Anoressia e disturbi alimentrari raccontati da due grandi danzatori italiani

TERAMO – Si parlerà di danza e di disturbi dell’alimentazione nei due incontri dedicati ai ragazzi delle scuole medie e superiori voluti dall’associazione "Roseto Danza" diretta da Giorgia Campanella dal titolo “Non di sola danza…” che si terranno lunedì 14 aprile alle 15 a Teramo nell’aula magna Convitto “M.Delfico” e martedì 15 aprile 10 ad Atri nel Teatro Comunale dove l’incontro con i ragazzi verrà preceduto dallo spettacolo di danza e musica dal vivo "Mary Garret & Billy the Kid". A parlare con i ragazzi di come “cattivi maestri” possano influire sul delicato equilibrio tra corpo e accettazione di sè soprattutto nel periodo adolescenziale, saranno due grandi nomi della danza italiana il maestro Michele Villanova già etoile e primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano e Mariafrancesca Garritano (Mary Garret), ex ballerina solista alla Scala, insieme a Emiliana Finizii, psicologa dell’equipe del Centro di Riferimento Regionale di Auxologia e Nutrizione Pediatrica dell’Ospedale "S.Liberatore" di Atri. E’ stata proprio Mariafrancesca Garritano a puntare i riflettori sulla correlazione tra “danza e anoressia” nel dicembre 2011, quando aveva denunciato la presenza dei disturbi alimentari nel mondo della danza in un’intervista rilasciata al domenicale inglese The Observer . E proprio le dichiarazioni pubbliche rilasciate alla stampa internazionale e alle tv hanno portato il Teatro milanese a licenziarla per “per giusta causa”. Da allora Mariafrancesca, o Mary Garret , nick name usato sul web , col quale ha anche firmato il suo libro autobiografico “La verità, vi prego, sulla danza!” alla sua seconda edizione, combatte la sua battaglia personale e collettiva a colpi di testimonianze dirette e incontri, per mettere in guardia da certe pericolose esagerazioni e alcuni meccanismi malati che rischiano di far cadere ragazze e ragazzi in un baratro spesso senza ritorno. Il maestro Michele Villanova, già Primo ballerino del Teatro alla Scala, ha scritto la postfazione del libro schierandosi in prima linea a difesa della ballerina licenziata e del bisogno immediato di informare sui rischi che si corrono quando ci si trova in ambienti che stimolano l’eccessiva competitività attraverso errati metodi di insegnamento. I due si fanno portavoce di un nuovo modo di approcciarsi alla danza attraverso la collaborazione e la presenza degli specialisti in fisioterapia e nutrizione

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