Uccise la moglie ad Alba, in Appello gli 'scontano' l'ergastolo

ALBA ADRIATICA – I giudici della Corte d’Assise d’Appello del tribunale dell’Aquila hanno ridotto dall’ergastolo a 24 anni la condanna inflitta dai giudici del primo grado a William Adamo, l’imprenditore di Alba Adriatica di 60 anni, che il 16 ottobre del 2011 uccise la moglie Maria Rosa Perrone, con 19 coltellate: testimone inconsapevole, dentro l’auto ove avvenne il delitto, fu il figlioletto autistico della coppia, il più piccolo di quattro. I giudici aquilani hanno dunque riconosciuto ad Adamo (difeso dall’avvocato Tommaso Civtarese) le attenuanti generiche all’imputato ma confermato la contestazione di omicidio volontario aggravato nei suoi confronti. Ricordiamo che nel processo in corte d’Assise a Teramo la procura aveva chiesto la derubricazione del reato in tentativo di omicidio con condanna a 23 anni perchè in realtà la donna morì in ospedale a Sant’Omero e probabilmente avrebbe potuto salvarsi se il chirurgo reperibile quella sera fosse intervenuto subito. Proprio questo aspetto giuridico ha coinvolto nel processo anche quel medico, Gaetano Sciamanda (difso dall’avvocato Eugenio Galassi), nei confronti del quale i giudici d’appello hanno confermato la condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo. Confermata su tutta la linea la restante parte della condanna del primo giudizio, per quello che attiene al risarcimento provvisionale del danno: ai quattro figli che si sono costituiti parte civile nel procedimento (assistiti dall’avvocato Maria Grazia D’Angelo), i giudici hanno confermato in complessivi 170mila euro (80mila al solo figiloletto testimone del delitto) l’ammontare di un primo indennizzo.

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