Chiodi sotto protezione perché è stato minacciato

TERAMO – Campagna elettorale blindata per Gianni Chiodi. Il Governatore abruzzese, candidato per il centrodestra alla presidenza della Regione in questa nuova tornata elettorale, è sotto scorta da una settimana perchè minacciato. Il servizio di sicurezza è stato disposto dal ministero dell’Interno su richiesta della Procura di Torino. Non era sfuggito ai più che in questi giorni di campagna elettorale il presidente della Regione fosse attorniato da agenti della Digos delle quattro province in cui si muove così come dai carabinieri dei nuclei operativi chei si alternano con i poliziotti nella protezione personale dell’esponente politico, ma la cosa, alle richieste di spiegazioni, era stata liquidata con un servizio di routine in occasine degli impegni elettorali. Ma non era sfuggito allo stesso modo che la scorta riguardasse solo il Governatore Chiodi e non altri candidati. C’è massimo riserbo sul provvedimento e sui motivi che lo hanno fatto assegnare: Chiodi sarebbe stato destinatario di minacce all’incolumità personale ma non direttamente. Secondo quanto si è appreso in ambienti investigativi, il suo nome sarebbe stato pronunciato nell’ambito di una inchiesta condotta dalla procura piemontese, con riferimento a probabili ritorsioni personali nei confronti del politico teramano. Il servizio di sicurezza che si protrarrà almeno per l’intera durata della campagna elettorale, ha sorpreso un po’ tutto lo staff del candidato presidente, impegnato in questi giorni in numerosi appuntamenti in giro per la regione. Non è dato saper come e perchè il nome di Chiodi sia venuto fuori nell’indagine torinese e soprattutto a quale materia sia legata la vicenda. Al momento si fanno solo ipotesi, che portano a collegamenti con gli ambienti anarchici della protesta no-Tav ma anche ai grandi appalti della ricostruzione dell’Aquila, con i tentativi di infiltrazione mafiosa o in materia sanitaria. Tutte vicende, insomma, nelle quali lo stesso Governatore avrebbe avuto un ruolo evidentemente antagonista, dal suscitare il risentimento di ambienti malavitosi.

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