L'Izs minaccia lo 'sfratto' di 80 cani. Emergenza sfiorata

TERAMO – Torna l’emergenza cani a Teramo. L’Istituto zooprofilattico "Caporale" ‘minaccia’ di riconsegnare al Comune di Teramo, mandandone in crisi le casse e creando una situazione di crisi veterinaria, una ottantina di cani  attualmente ospitata nel canile di contrada Gattia e assistita grazie anche all’intervento dei volontari della Lega del cane. Con il canile di Carapollo sotto sequestro giudiziario e una capienza ridotta a 100 animali, il problema diventerebbe un macigno per l’amministrazione. Ma l’intervento del sindaco Brucchi potrebbe aver scongiurato, almeno per il momento, una crisi economica e igienico-sanitaria. Di fronte al concreto rischio di dover sborsare molto danaro per ‘girare’ gli ospiti a quattro zampe al residence per animali di Castelbasso al costo di 3,5 euro a cane e in attesa del dissequestro, con i lavori in fase di ultimazione, di altri 150 posti nel canile rifugio, il sindaco ha proposto, e dovrebbe ottenere, un rinvio di almeno tre mesi dello ‘sfratto’ dell’Izs. Il costo dell’operaIone si traduce in aiuto alla Lega del cane perché prosegua nella sua opera di assistenza ai cani senza padrone e in materia prima. Secondo i programmi del sindaco teramano, la magistratura teramana potrebbe togliere i sigilli alla struttura di contrada Carapollo dopo che il Comune ha ottemperato alle prescrizioni, con lavori di adeguamento strutturale e impiantistico. Quando questa avverrà quel canile avrà una capienza di circa 250 posti e l’emergenza attuale potrà avere una soluzione. Se il quadro sembra normalizzarsi, almeno per il momento, la comunicazione dell’Iza ha però aperto un altro spaccato della vicenda: di questi ottanta cani, soltanto una trentina avrebbero i ‘documenti’ in regola, provvisti cioè dei certificati di cattura e microchipattura. Ovvero: quei cani non hanno ‘residenza’ e non è possibile individuare chi è, tra i sindaci della provincia, ad avere la competenza in quanto ad obblighi di assistenza.

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