Un padiglione dell'Abruzzo all'Expo 2015

TERAMO – Per sei mesi l’Abruzzo presente nel Padiglione Italia dell’Expò 2015 di Milano: uno spazio espositivo, un ufficio di rappresentanza e la partecipazione alla Mostra sull’Italia delle Regioni sono state stabilite da una Convenzione siglata oggi dal governatore, Gianni Chiodi, e da Alberto Mina, direttore relazioni esterne e istituzionali dell’Expò, che a Pescara ha fatto le veci di Diana Bracco, presidente Expò 2015 e commissario generale Padiglione Italia. "La nostra partecipazione, che non comporterà costi aggiuntivi grazie al recupero di precedenti risorse, rappresenta una grande opportunità per un rilancio del turismo a livello internazionale – ha detto Chiodi -. Stiamo lavorando con un tavolo istituzionale, composto da Camere di Commercio e Fondazioni bancarie, per coinvolgere i Poli di Innovazione e le Reti di Impresa". A margine del suo intervento Chiodi ha citato i risultati di un’indagine del Censis che vede Pescara al terzo posto per vitalità economica dopo Monza Brianza e Prato. "Ciò vuol dire che abbiamo dimostrato di avere i mezzi e le volontà di risollevarci e reagire ai morsi della crisi economica". "La firma di oggi con la Regione Abruzzo conferma il legame profondo e positivo che esiste tra i territori e Padiglione Italia – si legge in una nota inviata da Diana Bracco -. Solo attraverso il contributo dei territori sarà possibile realizzare una Esposizione all’altezza dei bisogni e delle potenzialità del Sistema Italia. Con l’impegno di tutti riusciremo a realizzare un’Expò memorabile, capace di riportare l’Italia al centro dell’attenzione del mondo come il nostro Paese merita. A maggior ragione quando la capacità di pensare alla costruzione di un futuro più positivo viene da zone del Paese fortemente provate da eventi incontrastabili come in questa regione". "La firma di questa Convenzione – ha commentato Mina – permette all’Abruzzo di essere parte integrante dell’Expò nei sei mesi con una presenza fissa al Padiglione Italia e di poter avere spazi e visibilità al cospetto di oltre 147 Paesi e centinaia di governanti delle varie Nazioni, oltre che i nuovi vertici Ue".

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