L'Udu incontra il ministro per le elezioni 'negate'

TERAMO – A margine della visita del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, all’Università di Teramo, gli studenti dell’Unione degli Universitari hanno consegnato alla senatrice di Scelta Civica una lettera aperta in cui chiedono un intervento per affrontare tre punti importanti: «Abbiamo scritto al ministro perchè si occupi di quanto accade a Teramo, dai continui tagli al diritto allo studio, al numero chiuso, alla gravosa situazione dell’UniTe che presenta uno Statuto “contra legem”». L’Udu spinge in particolare su questo ultimo aspetto, laddove la legge Gelmini prevede espressamente l’eleggibilità degli studenti negli organi maggiori d’ateneo. «A Teramo, purtroppo, non è così – dicono i rappresentanti dell’Udu -: abbiamo avuto modo di palesarlo più volte anche attraverso un’interrogazione all’ex Ministro Profumo tramite il Consiglio nazionale degli studenti universitari». Il ministro si è dimostrata disponibile ad incontrare il coordinatore nazionale dell’Udu, Gianluca Scuccimarra, e il portavoce della Rete degli Studenti Medi, Alberto Irone oggi a Rimini durante le “Giornate del Lavoro” organizzate dalla  Cgil per discutere di numero chiuso. Relativamente alla situazione teramana, la Senatrice si è mostrata interessata alla questione e ci ha confermato che prenderà certamente in considerazione le istanze. L’Udu ha poi protestato perchè è stato impedito di affiggere uno striscione di protesta che recitava: “#noalnumerochiuso” e “all’uniTe #iononvoto”. Ecco il testo della lettera consegnata al ministro dagli studenti teramani. 

Chiarissima Sen. Stefania Giannini, 
sarà, forse, inutile ribadirLe come i tagli effettuati sul sistema di finanziamento del diritto allo studio, dai Governi degli ultimi anni, lo abbiano falcidiato portando l’Italia ad essere uno tra gli ultimi Paesi per spesa impiegata nello stesso e l’unico Paese ad avere l’incostituzionale figura dello “studente idoneo non beneficiario”; figura che anche qui, a Teramo, abbiamo conosciuto non ottenendo la copertura del 100% delle borse di studio. Questa tendenza al sottofinanziamento, e ad un vero e proprio commissariamento del MIUR da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, deve terminare tornando ad un incremento forte e reale dei fondi. Lo stesso cambiamento lo invochiamo per un’altra grande piaga del nostro sistema universitario, quella del c.d. “numero chiuso”: un sistema assolutamente deficitario e iniquo che non può più essere in alcun modo visto come una soluzione, o peggio come parte integrante dell’accesso studentesco. Allo stesso modo non si può, di certo, ritenere il numero programmato nè “un risultato di civiltà” nè un modello sostitutivo di quello attuale. Abbiamo di gran lunga apprezzato la sua apertura a ripensare tale sistema, a modificarlo, ed in tal senso La invitiamo ad accettare la proposta di indire un tavolo di lavoro e confronto con gli studenti che, ricordiamo sono i primi destinatari di qualsivoglia riforma. Altro tema, che abbiamo assolutamente a cuore e che crediamo sia fondamentale far rispettare, è quello della democrazia che deve essere osservata all’interno degli Atenei. A Teramo purtroppo non è cosi! Il nostro Statuto può definirsi, senza errore, “contra legem”. Nel nostro Ateneo i rappresentanti ai c.d. organi maggiori non vengono eletti con una normale elezione studentesca bensì con un procedimento che di fatto porta alla nomina degli stessi da parte del Consiglio Studentesco. Riteniamo ciò una grave deficienza sia da parte della governance dell’Università degli Studi di Teramo sia da parte del MIUR che ha approvato il nostro nuovo statuto contavvenendo a quanto dettato dalla Legge n°240 del 30 dicembre 2010 che parla espressamente di “eleggibilità” e non deroga ad essa in alcun modo. Di seguito a tale mancanza, come associazione, abbiamo presentato non solo un’interrogazione all’ex Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, (seduta Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 5 Aprile 2013) ma anche un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, che ha accolto la nostra istanza e a breve si pronuncerà in merito. Chiediamo quindi, a Lei, in quanto figura istituzionale di garazia, di ripristinare la legalità nel nostro Ateneo affinchè gli studenti possano ritornare ad essere il vero fulcro dell’Università attraverso quella partecipazione attiva che gli spetta di diritto. Speranzosi del fatto che Lei terrà in considerazione la presente lettera e si impegnerà, in qualità di Ministro, a valutare ed accogliere le nostre richieste, Le auguriamo un buon lavoro. 

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