La macelleria "copriva" lo smercio di stupefacenti: 4 arresti

TERAMO – Ci sono due fratelli marocchini, uno dei quali titolare di una avviata macelleria a Martinsicuro, tra i quattro nordafricani destinatari di altrettante ordinanze di custodia cautelare firmati dal gip Domenico Canosa ed eseguite dagli agenti della squadra mobile di Teramo, nell’ambito di una indagine su un vasto giro di stupefacenti, hashish e cocaina, sull’asse Milano-Teramo. Altri due degli arrestati odierni sono stati bloccati a Milano e a Ravenna. In manette sono finiti i fratelli Taoufik e Abdelilah Belatik, rispettivamente di 39 e 46 anni, Hamid Jedoui (34) e  Mohammed El Modafar (33).  Sono adesso 8 persone finite in manette nell’inchiesta e 7 quelle indagate a vario titolo, tra i quali anche un corriere bloccato nel suo viaggio dalla Lombardia a bordo di una macchina su cui erano nascosti, all’interno di uno pneumatico, 8 chili di hashish. Secondo quanto ricostruito dal capo della squadra mobile di Teramo, il vicequestore aggiunto Gennaro Capasso, i due fratelli avevano stretto importanti contatti con connazionali, esponenti della malavita nell’hinterland di Milano, dai quali riuscivano ad approvvigionarsi di stupefacente da rivendere poi in zona, in particolare lungo la costa settentrionale del Teramano. Le indagini, scattate un anno e mezzo fa, partirono dal sequestro in provincia, di un chilo di hascisc: le successive attività investigative hanno permesso di individuare canale di rifornimento, movimenti di trasferimento dello stupefacente e soprattutto i mercati di destinazione nel Teramano. I provvedimenti odierni sono stati richiesti dal pubblico ministero Silvia Scamurra.

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