Le opposizioni: «Quei conflitti di interesse della giunta»

TERAMO – Un Consiglio comunale così incerto, che ha scoperto scricchiolii, anche se annunciati, all’interno della maggioranza, non poteva non suscitare l’affondo delle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle, ad esempio, attraverso i protavoce Fabio Berardini e Paola Cardelli, ritengono che sia stato «un viaggio nell’intrigo, nella menzogna, nell’insesatezza e nell’arbitrio». Regna il caso secondo i grillini nell’amministrazione Brucchi, «che non si è degnato – dicono – quale indirizzo intenda dare al suo governo. Incarichi assessorili conferiti solo in virtù del risultato elettorali e, in taluni casi, deontologicamente inopoortuni». L’accusa dei grillini è all’utilizzo dello «statuto e del regolamento consigliare per una gestione autoritaria e irrispettosa dell’assemblea», ma soprattutto alla «pagliacciata in cui è stato ridotto l’indirizzo per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del comune in enti, aziende e istituzioni, con l’assoluta discrezionalità del sindaco». M5S annuncia che non c’è «trasparenza della maggioranza e che chiederá immediatamente conto all’organo di vigilanza di tale atteggiamento e denuncerá prontamente ogni abuso e violazione». Non meno "forte" è quanto asserito da Manola Di Pasquale, in rappresentanza del Partito democratico e della lista Teramo Cambia, che parla di una «giunta che si tiene assieme solo grazie ad una precaria architettura spartitoria di poltrone tra correnti e sotto correnti» e che alla «stentatissima elezione» del presidente del consiglio Milton Di Sabatino, si è arrivati «a seguito di un serrato confronto che ha mostrato titte le fragilità politiche della squadra di Brucchi», che ha rischiato una crisi politica e «ha minacciato le dimissioni». Per la Di Pasquale sono «evidenti i conflitti di interesse nella giunta, in particolare per la delega conferita alla figlia del capo dipartimento della Asl (Francesca Lucantoni, ndr), diretto superiore del sindaco Brucchi» e annuncia che il caso sarà portato dinanzi alla commissione di vigilanza.

 

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