Lavoratori ex Sogesa, Mercante chiede tutele alla Regione

TERAMO – Cirsu e lavoratori ex Sogesa, interrogazione in Consiglio regionale del consigliere Cinque Stelle, Riccardo Mercante, per chiedere chiarimenti al governatore Luciano D’Alfonso sulle misure che la Regione intende adottare per risolvere la questione del consorzio di rifiuti teramano e le conseguenze occupazionali per i lavoratori della partecipata. “Il polo tecnologico di Grasciano – ha spiegato nell’ultima seduta Mercante – avrebbe dovuto svolgere un ruolo strategico per la gestione e trattamento dei rifiuti nella nostra regione. Purtroppo tutti sono a conoscenza delle tristi vicende che si sono susseguite nel corso degli anni e che hanno portato il Cirsu a versare in una situazione di gravissima difficoltà economica. Il Cirsu, ad oggi, continua ad operare soltanto grazie a continue proroghe da parte della Regione senza che siano stati realizzati gli interventi di ammodernamento ed adeguamento degli impianti”. Il consigliere del Movimento Cinque Stelle elenca poi i nodi da sciogliere: “I pesanti debiti del Cirsu, le condizioni di scarsa sicurezza del sito e degli impianti di Grasciano, l’inosservanza delle prescrizioni di tutela ambientale, le recenti vicende sull’annullamento degli atti relativi all’appalto di lavori per la costruzione della nuova discarica, la mancanza di adeguate garanzie di carattere economico-finanziario non ci consentono di poter sperare in una rapida ed efficace risoluzione dei problemi ed in una piena ed immediata riattivazione dei servizi”. “A farne le spese sono soprattutto i lavoratori della Sogesa – continua – che, a seguito del fallimento della società, si sono ritrovarti improvvisamente privi di lavoro e di tutele. Le attuali condizioni del Cirsu sembrerebbero, infatti, consentire il reimpiego di una minima parte delle maestranze rischiando di far rimanere senza reddito buona parte degli ex dipendenti della Sogesa che per ora si affidano ai fondi, in via di esaurimento, della cassa integrazione in deroga”. Di qui la richiesta di un intervento in tempi brevi da parte della Regione per trovare “una soluzione definitiva che possa, una volta per tutte, consentire, attraverso la piena operatività del polo di Grasciano, di garantire un servizio pubblico efficiente per i Comuni della provincia teramana, costretti ad usufruire, in molti casi, degli impianti di smaltimento e trattamento dei rifiuti di altre province e, soprattutto, di tutelare i lavoratori che, ancora una volta, rischiano di essere la principale vittima dell’inefficienza e della mala gestione della macchina amministrativa”.

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