Cinghiali, danni all'agricoltura per 350mila euro

TERAMO – Danni all’agricoltura teramana per 350mila euro provocati dai cinghiali. Un po’ meno del 2013 in base ai primi dati (quelli definitivi dell’Ispettorato dell’agricoltura arriveranno a fine anno) comunicati questa mattina in conferenza stampa dai presidenti degli Ambiti Territoriali di Caccia Salinello e Vomano, Franco Porrini e Francesco Sabini. I due rappresentanti hanno anche annunciato l’avvio del piano di contenimento redatto, per la prima volta come previsto dalla legge regionale, insieme alla Provincia. Le operazioni dovrebbero partire già la prossima settimana, anche se c’è da aspettare il passaggio tecnico dell’approvazione della relativa determina da parte della giunta provinciale. Unico intoppo, potrebbe essere il parere negativo dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ndr.) che comunque non è vincolante. Per la redazione del documento i due ambiti hanno incaricato un tecnico che ha censito la popolazione e fatto una valutazione dei danni (i numeri in questo caso non sono ancora disponibili). Nel complesso sono circa 700 i cacciatori che provvederanno agli abbattimenti fino al 1° ottobre, quando cioè partirà la caccia del cinghiale come da calendario venatorio della Regione. Le aree interessate sono quelle pedemontane, compresa la Vibrata. I presidenti degli Atc nei prossimi giorni provvederanno a informare il prefetto Valter Crudo dell’avvio delle operazioni. Spetta invece alla Provincia definire gli aspetti tecnici del piano tramite regolamento. LNei mesi scorsi gli ambiti di caccia sono già intervenuti per contenere i danni causati dalla presenza degli ungulati a colture e terreni mettendo a disposizione degli agricoltori circa 100 km. di recinti elettrificati e cannoncini a gas. Misure che hanno avuto effetti positivi ma non sufficienti. "E’ necessario un cambio culturale da parte degli enti preposti alla gestione del territorio – hanno spiegato Porrini e Sabini – la caccia può diventare una risorsa come lo è già in altre regioni soprattutto al Nord. In particolare chiediamo che ci sia un vero piano di contenimento che parta già a inizio anno, senza dover correre ogni volta dietro l’emergenza". In quest’ottica, a dicembre sarà pronto il piano quinquennale di gestione del cinghiale dei due Atc: "L’obiettivo – chiudono – è rendere sostenibile la presenza degli ungulati sul territorio e coinvolgere enti come il Parco che ha le sue responsabilità nella grave situazione che si è creata nel Teramano".

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