Danni da cinghiali, la Coldiretti sul piede di guerra

TERAMO – Cinghiali, la Coldiretti scende sul piede di guerra a due giorni dalla comunicazione sulle prime stime dei danni – circa 350mila euro (la somma complessiva sarà nota a fine anno) – a colture e raccolti del Teramano. Stime comunicate due giorni fa dagli Ambiti Territoriali di Caccia "Salinello" e "Vomano" che hanno annunciato l’avvio per questa settimana del piano di contenimento, dopo il via libera della Provincia, nelle aree collinari e montane della provincia. "La situazione è diventata insostenibile – attacca in una nota Coldiretti Teramo – assistiamo ad un rimpallo di responsabilità che si concretizza in una pericolosissima inerzia istituzionale". Un "problema antico" secondo l’associazione di categoria reso però più urgente dalle condizioni climatiche di quest’estate. "E’ evidente – continua la nota a firma della presidente Silvana Verdecchia – che non sono bastate le nostre continue prese di posizione e la costante richiesta di collaborazione alle istituzioni preposte a risolvere il problema. Siamo di fronte ad una situazione fin troppo pasticciata, su cui è necessario fare chiarezza una volta per tutte". A livello regionale, Coldiretti sta continuando a monitorare la situazione territoriale delle quattro province per stilare le conseguenze e l’entità dell’azione dei cinghiali e della fauna selvatica sulle colture agricole. I problemi non riguardano infatti solo i cinghiali. "Ci sono anche altre specie che provocano danni enormi all’agricoltura e agli allevamenti – sottolinea la presidente teramana – e se ai danni da fauna selvatica aggiungiamo le pesanti conseguenze di un’estate climaticamente anomala, è evidente il grandissimo scotto che stanno pagando l’agricoltura e gli imprenditori agricoli". "E’ sempre più necessario – aggiunge in chiusura il direttore Massimiliano Volpone – ricreare il necessario equilibrio tra fauna e flora selvatica per contenere i danni alle produzioni e agli animali attraverso l’abbattimento delle specie dannose e pericolose anche per l’incolumità pubblica". Il direttore ribadisce infine l’impegno di Coldiretti Teramo in collaborazione con gli Atc teramani "che hanno finora condiviso la preoccupazione e l’esigenza di mettere in campo azioni risolutive per la soluzione del problema".

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