Si arenano sette capodogli, i volontari ne salvano quattro. E nella Marsica qualcuno uccide un orso

VASTO – Sette capodogli si sono arenati sulla spiaggia di Punta Penna a Vasto e l’abnegazione e lo sforzo di decine e decine di volontari sono riuscite a salvarne quattro che sono stati aiutati a tornare in mare aperto; dall’altro lato, la cattiveria umana ha fatto sì che venisse ritrovata la carcassa di un orso marsicano, molto probabilmente avvelenato, nella Marsica.

I capodogli. Quattro dei sette cetacei sono stati salvati, altri tre non ce l’hanno fatta. I cetacei sono stati avvistati questa mattina poco dopo le 7 da alcuni surfisti che hanno avvertito la vicina Capitaneria di Porto che ha immediatamente attivato tutte le procedure di emergenza. Sul posto anche Vincenzo Olivieri, presidente nazionale del Centro studi cetacei onlus, sul posto insieme a volontari dell’associazione. I cetacei hanno una lunghezza tra gli 11 e i 12 metri dal peso di circa 11 tonnellate ciascuno. Il lungo applauso di centinaia di persone che hanno affollato la spiaggia di Punta Penna ha accolto la presa del largo del terzo e poi anche del quarto capodoglio. Sulla collina che domina la spiaggia all’interno della riserva di Punta Aderci in migliaia hanno fatto "fatto il tifo" per i volontari che dalle 8 di stamattina sono stati impegnati per consentire ai cetacei di riprendere il largo. Tutti e sette erano di sesso maschile e facevano parte di un branco che era stato avvistato qualche giorni fa a largo dell’isola Vis, in Croazia. A dare manforte agli uomini della Capitaneria di Porto, della Protezione Civile di Vasto e di tanti volontari, sono giunti da Riccione anche i soci della Fondazione "Cetacea". Il quarto capodoglio vivo dei sette spiaggiati a Vasto è riuscito a prendere il largo alle 15.05, accompagnato da una ventina di volontari che a nuoto hanno voluto dargli un simbolico saluto. 

L’orso. Sarebbe stato avvelenato l’orso ritrovato vicino ad una stradina ciclabile nelle campagne di Pettorano, a poche centinaia di metri dalla frazione di Valle Larga. Da una prima ricognizione fatta sul plantigrado sarebbero evidenti i segni di questa prima ipotesi fatta dal Corpo Forestale che sta effettuando i rilievi sulla carcassa. L’orso non è stato ancora identificato, anche se pare sia un maschio e non l’orsa che era stata ripetutamente avvistata nei giorni scorsi nella zona. Sul posto sono arrivati anche i veterinari del Parco nazionale d’Abruzzo e i tecnici che stanno procedendo alle necessarie operazioni prima di trasferire la carcassa in un centro specializzato. A ritrovare la carcassa dell’orso è stato un giovane del posto che transitava in bicicletta.

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