Uccise l'amico durante la cena: condannato a 20 anni

TERAMO – Venti anni di reclusione per aver ucciso l’anziano amico durante una lite al termine di una cena. Ad Andrea Marsilii, disoccupato di Alba Adriatica di 44 anni, il gip di Teramo Giovanni de Rensi ha inflitto il massimo della pena nel giudizio abbreviato, per omicidio volontario non premeditato: partendo da 30 anni e con la riduzione di un terzo per la scelta del rito alternativo, il giudice ha superato la richiesta di condanna a 18 anni che aveva proposto il pubblico ministero, Bruno Auriemma. Marsilii il 12 aprile dello scorso anno uccise con diverse coltellate l’ex cameriere di 72 anni Gabriele Di Clemente nella sua abitazione albese: fu un delitto dai contorni e movente incerti, sicuramente frutto di un alterato stato psico fisico dall’alcol. Ed è stato proprio su questo aspetto che ha institito la difesa dell’imputato, sostenuta dall’avvocato Florindo Tribotti: Marsilii era soggiogato ad una instabile condizione psicologica, anche se un perito nominato dal giudice, nel corso del processo, aveva stabilito che il 44enne fosse capace di intendere e volere al momento del delitto., pur tracciando un quadro quadro clinico di disturbi della personalità e di gravi conseguenze dell’alcolismo. La sentenza non ha escluso anche le attenuanti generiche, chieste dalla difesa sulla base di una presunta aggressione della vittima al suo aggressore ma ha preso in considerazione la recidiva di precedenti dell’omicida per resistenza e lesioni.

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