Tasi, la Cgia conferma: Teramo tra le più care d'Italia

TERAMO – Teramo tra le città più tartassate dalla nuova Tasi. La conferma arriva ancora una volta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre dopo il primo report provvisorio di dieci giorni fa che attribuiva al capoluogo abruzzese la settima posizione tra i Comuni (76 quelli monitorati) con i rincari più alti rispetto alla “vecchia” Imu del 2012. Stavolta la graduatoria prende in considerazione 97 Comuni tra quelli che, entro il 18 settembre, hanno pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze le delibere relative alla nuova tassa sui servizi indivisibili.

AUMENTI FINO A 125 EURO PER LA TASI –  Nella classifica aggiornata Teramo scende al decimo posto tra le città con i rincari più elevati per i proprietari di prime case con un figlio convivente. In questo caso per la Tasi i teramani dovranno sborsare in media 319 euro, 125 in più rispetto al 2012. L’aggravio è di oltre il 64%. Secondo i dati della Cgia, in un caso su due a livello nazionale si pagherà di più. I proprietari più penalizzati sono quelli di Vercelli (+198 euro), seguiti da quelli di Isernia (+177 euro), Mantova (+170 euro) e Prato (+167 euro). I Comuni con il maggior risparmio sono Brindisi (- 310 euro), Torino (-312 euro) e Siena (- 349 euro). Per l’Abruzzo, qualche posizione sotto Teramo si trova L’Aquila (non disponibili i dati su Chieti e Pescara), ferma al 14esimo posto con un aumento di 92 euro. Per i cittadini teramani va poco meglio nell’altra proiezione elaborata dall’ufficio studio dell’associazione degli Artigiani e Piccole Imprese, quella cioè che tiene conto dei proprietari di prima casa senza figli. Teramo si piazza infatti all’11esimo gradino con un prelievo medio di 319 euro, 75 in più di quanto versato nel 2012 per l’Imu. In termini percentuali l’aumento è del 31%. I rincari maggiori toccano le città di Vercelli (+148 euro), Isernia (+127 euro), e Mantova (+127 euro). Le riduzioni più marcate interessano invece le famiglie di Torino (- 332 euro), Brindisi (- 360 euro) e Siena (-374 euro). In Abruzzo, L’Aquila è invece al 16esimo posto con un aumento medio pari a 42 euro.

I calcoli della Cgia di Mestre sono stati effettuati sulla base della rendita catastale media di ciascuno dei 97 Comuni e prendono in considerazione un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2, cioè la più diffusa) e le aliquote e detrazioni previste dalle delibere comunali pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze.

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