I Ris hanno 'setacciato' la casa del delitto: i sospetti seguono la pista locale

INTERMESOLI – I carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma hanno lasciato via Baracca di Intermesoli alle 17:30. Hanno trascorso due giorni nella casa di Renato Bellisari, il 77enne ex emigrante in Canada, ucciso barbaramente a colpi di bastone nella sua cucina giovedì scorso. Due giorni in cui gli esperti del Ris hanno passato al setaccio le tre piccole stanze (una cucina, un bagnetto e una camera da letto) in cui in pochi minuti si è verificata una mattanza. Il sangue è davvero tanto e i primi concitati momenti subito dopo la scoperta del cadavere e la posizione dello stesso non avevano reso bene l’idea di come fosse ridotto l’anziano. Chi lo ha colpito e ucciso ha esercitato una forza e una ferocia inaudita. Il sangue sul pavimento e sui muri, fin sopra le travi del soffitto, dimostrano come lo stesso bastone utilizzato fosse impregnato di liquido ematico, al punto quasi da verniciare le pareti di rosso. I Ris hanno repertato tutto, utilizzato il ‘luminol’ in ogni angolo dell’abitazione, hano disegnato una mappa virtuale dell’andamento delle gocce di sangue, fossilizzato le impronte delle scarpe. Queste ultime saranno fondamentali, tra altri importanti elementi, per individuare l’assassino.
I primi sospetti. L’omicida è vicino? Il delitto è anomalo, su questo non c’è dubbio. Non si arriva fino a Intermesoli per prendersela con un anziano se non si conosce sperando che in casa abbia qualcosa di prezioso, al punto da assumersi il rischio di poterlo anche ammazzare. Renato Bellisari non apriva la porta facilmente a nessuno. A Intermesoli si intratteneva con tutti e con nessuno in particolare, tranne due o tre persone. Quelle stesse che si sono preoccupate di non averlo visto più. Quelle stesse che hanno chiesto i soccorsi. E l’opinione è comune: l’omicida è a Intermesoli. Difficile ipotizzarlo altrove.
La vittima aveva con se qualche migliaio di euro. Bellisari avrebbe trascorso come ogni anno le vacanze fino ai primi giorni di novembra tra Tortoreto, Teramo e San Gabriele. L’aver anticipato il rientro a casa per problemi fisici, fa anche presupporre che il denaro contante che gli sarebbe servito per vivere fuori casa lo avesse con sè. Due o tremila euro, che teneva nel portafoglio, quel portafoglio che manca all’appello. Non c’è più, sparito. E’ probabile questo sia il movente del delitto: i soldi contanti che farebbero gola a chiunque, anche se sono valore infimo per una vita.
Indagini ristrette a pochi. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, diretti dal capitano Nazario Giuliani, e quelli della compagnia coordinati dal tenente Fiano, stanno lavorando incessantemente in queste ore, mentre i militari di Pietracamela piantonano tutto il giorno e tutta la notte la casa sottoposta a sequestro penale dal sostituto procuratore Andrea De Feis. In ossequio al motto che le prime ore sono quelle decisive per risolvere un delitto, i miitari stanno anche valutando le ipotesi più attendibili: scartata quella che porta a un movente a sfondo sessuale, la pista privilegiata è quella del litigio con un conoscente per questioni di denaro, che da furto o rapina si sia trasformato purtroppo in un omicidio.
Non tutti i residenti si trovano. Chi abita a Intermesoli ha già risposto alle domande degli investigatori, tranne alcuni. C’è infatti chi è sparito dalla zona, alcuni per motivi legati al timore di quanto accaduto: si tratta di persone anziane che hanno preferito trasferirsi da parenti o figli per stare al sicuro. Ma altri hanno atteggiamenti strani e anche su di loro si concentrano le attenzioni di chi indaga. 

 

 

Leave a Comment