Ore 12, ospedale Mazzini: esercitazione (vera) anti-Ebola, ma era una influenza

TERAMO – Scongiurato il caso di Ebola proveniente da Ancarano che nelle ultime ore aveva tenuto in apprensione l’apparato sanitario e governativo dell’intera provincia di Teramo. Quella che sembrava una emergenza sanitaria vera e propria si è trasformata alla fine in un positivo test di verifica della preperazione alle procedure di crisi sanitaria. Insomma, un’esercitazione vera.

Africana con sintomatologia sospetta. L’allarme era scattato in tarda mattinata per la segnalazione della presenza di una paziente originaria del Benin – che si trova ad Ancarano in compagnia del convivente – che telefona al 118 chiedendo soccorso perchè affetta da febbra alta e tosse ricorrente. All’approfondimento telefonico, la donna ha anche aggiunto di essere rientrata dall’Africa da meno di una ventina di giorni. Il sospetto che si fosse di fronte a un drammatico caso di infezione da Ebola ha mosso gli operatori sanitari della centrale ad attivare il protocollo aziendale previsto in questi casi.

Isolata al pronto soccorso del Mazzini con un percorso riservato. La donna è stata raggiunta in codice giallo dal personale del 118 ad Ancarano e da qui trasferita al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini di Teramo dove l’organizzazione era già stata approntata: evacuata e approntata una stanza di ricovero in osservazione breve completamente isolata, percorso riservato dall’esterno per evitare il transito in triage. Qui il personale era in attesa vestito con indumenti specifici e predisposti appositamente, con l’infettivologo specialista pronto alla visita.

Contatti con lo Spallanzani e poi la diagnosi: è influenza. Il Direttore del Dipartimento di emergenza del Mazzini ha preso contatti costanti con i colleghi del centro di riferimento dell’Ospedale "Spallanzani" di Roma e con l’Ente di assistenza al volo (Enav) e da questi è stato possibile risalire all’esatta zona di provenienza della paziente: era transitata in Nigeria solo in area aeroportuale, proveniente dal Benin, Paese non a rischio di Ebola. Questo ha potuto escludere intanto un rischio clinico e successivamente, la visita specialistica dell’infettivologo, ha sgombrato il campo da ogni dubbio: si trattava di sintomi influenzali.

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