Prati di Tivo, impossibile concedere gratis gli impianti di risalita al gestore

TERAMO – Gli impianti di risalita di Prati di Tivo non saranno concessi gratuitamente dalla Gran Sasso Teramano. L’assemblea dei soci ha così bocciato la proposta degli operatori turistici formulata nei giorni scorsi a Pietracamela alla presenza degli esponenti istituzionali. Gli operatori auspicavano in questo modo la garanzia del funzionamento dell impianto per non gravare sulle spese ia carico del gestore, ma questo non è percorribile per il proprietario dell’impianto, ovvero la Gran Sasso Termano. Provincia, Camera di Commercio e Regione hanno ribadito l’impossibilità di accollarsi ulteriori oneri. Il nuovo bando che verrà emanato la prossima settimana, prevederà il pagamento di un canone la cui somma dovrà essere puntualizzata e approvata dai consulenti legali della società ma dovrebbe oscillare tra i 260 e i 280 mila euro all’anno. Pare che sul canone ci sia la possibilità per la Gran Sasso teramano di poter trattare in qualche modo la cifra con gli operatori nel caso l’asta andrà deserta, ma non si transige sulla necessità che chiunque si aggiudichi il bando per la gestione della seggio cabinovia (per 8-10 anni almeno) dovrà farlo dietro corrispettivo di un canone. La decisione assunta dall’assemblea dei soci trova d’accordo anche il collegio dei revisori dei conti della Gran Sasso teramano i quali, sulla proposta degli operatori, hanno posto il loro veto poiché ritenuta “tecnicamente impossibile da avallare”. Intanto novità riguardano proprio la composizione del collegio dei revisiori. Uno dei suoi membri, Sergio Saccomandi, si è dimesso per altri impegni, al suo posto è subentrato Giuseppe Ubaldi, un professionista della Val Vibrata. Presidente del collegio è stata nominata Donatella Piccioni, che rimane nell’organo di vigilanza insieme a Luca Di Giustino.

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