Patronati in ginocchio, a rischio 35 lavoratori e la gratuità dei servizi erogati

TERAMO – Uno scenario a tinte fosche è stato dipinto dai direttori di 4 patronati teramani : l’INCA CGIL, l’INAS CISL, l’ITAL UIL e l’ACLI alla luce dei tagli previsti dalla legge di stabilità che ridimensionano il fondo destinato alle strutture nate per il supporto e l’assistenza ai lavoratori nella tutela dei loro diritti. Pratiche che vanno dalla materia pensionistica, alla previdenza integrativa, fino all’immigrazione e alla disabilità erogate finora gratuitamente. La nuova legge compromette non solo la gratuità del servizio , ma l’esistenza stessa delle strutture in provincia di Teramo. Una petizione è stata promossa per scongiurare con il Governo questo provvedimento e con la quale si invitano i cittadini a firmare contro la riduzione dell’aliquota (dallo 0,226 a 0,148)sul monte contributi erogati sui lavoratori dipendenti. Una riduzione che per i patronati si traduce in una decurtazione del 69% dei fondi e che compromette la tenuta degli uffici e dell’erogazione delle pratiche, oltre 60mila nel 2013. Di queste 22.233 riguardavano materie pensionistiche, 21.616 indennità di disoccupazione e mobilità, 1.722 tutela della maternità, 8,181 tutela della disabilità, 2.254 materia di competenza Inail, 3000 assistenza a lavoratori dipendenti, e 2552 immigrazione. Le ripercussioni di questi tagli, secondo i rappresentanti delle 4 sigle, si ripercuotono dunque non solo sui lavoratori e sulle fasce deboli, ma anche sulla congestione degli altri uffici della pubblica amministrazione che si troverebbero a fronteggiare il disorientamento dei cittadini e dei lavoratori bisognosi di tutele. I lavoratori patronati per scongiurare questo rischio chiedono ai cittadini di recarsi negli uffici per firmare una petizione e annunciano azioni di protesta nei prossimi giorni.

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