Ospedale Mazzini, tutti fanno festa per il Trilogy

TERAMO – Tra dettagli tecnici e sanitari, testimonianze accorate e commoventi di chi lotta ogni giorno contro il tumore, di chi ha apprezzato il lavoro in prima linea di medici e tecnici, e anche le consuete parole dei politici, l’ospedale Mazzini di Teramo questa mattina ha tenuto a battesimo Trilogy, l’ultramoderno acceleratore lineare. L’apparecchiatura, dotata di tecnica Igrt, ovvero radioterapia guidata da immagini, da una settimana ha arricchito la dotazione tecnologica del nosocomio teramano, raccogliendo apprezzamenti non solo dagli addetti ai lavori ma anche dall’utenza, per cui rappresenta una speranza in più per la vita, come ha anche sottolineato il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, che ha fatto gli onori di casa ospitando il Governatore D’Alfonso e l’assessore alla sanità Silvio Paolucci. Con il Trilogy, come ha anche sottolineato Carlo D’Ugo, il direttore dell’unità di radioterapia del Mazzini,  sarà possibile ad esempio indirizzare il fascio di radiazioni con precisione millimetrica e soprattutto accoricare i tempi di terapia a 20 minuti nel caso di una neoplasia prostatica. «E’ una tappa fondamentale verso l’obiettivo di crescere e verso un livello ottimale di assistenza. E’ un motivo di orgoglio per la sanità teramana – ha commentato Roberto Fagnano -, ma anche una speranza in più per i tanti malati di tumore e una certezza della capacità che Teramo potrà dare in queste cure». Potenzialità importanti per le cure arrivano da questa apparecchiatura: «Potremo trattare alcune patologie con migliori tecnologie a disposizione – ha detto il dottor Carlo D’Ugo – soprattutto in alcune specifiche neoplasie dalla particolare configurazione, come quelle cerebrali e della testa-collo a ferro di cavallo. L’acceleratore ci permette di ‘scolpire’ la dose attorno al tumore e di preservare gli organi vicini e di portare maggiore dose sul volume che noi vogliamo irradiare». Per l’assessore regionale alla sanità Silvio Paoucci «si tratta di un traguardo strordinario per Teramo e la comunità abruzzese, perchè impiantiamo una tecnologia che da un lato allevia il disagio dei pazienti per le gravissime patologie di cui soffrono, dall’altro ci consentirà l’efficacia delle cura e la diminuzione delle tossicità della dose irradiata». Luciano D’Alfonso, con questa inaugurazione, ha paragonato Teramo a quella "buona America" che investendo risorse e tecnologia ha detto di voler lottare contro il tumore: «Ecco oggi Teramo somiglia sempre più a quell’America. Complimenti alla classe medica teramana che ha deciso di puntare su questa tecnologia e di averla portata a casa». Gianni Chiodi è stato colui che con il passato governo regionale aveva avviato l’iter per l’acquisto dell’acceleratore lineare: «Sono contento del lavoro che abbiamo fatto. Finalmente si inaugura, io l’avevo visitato  quando non c’erano ancora i locali, abbiamo lottato per averla. Per avere buona tecnologia e bravi medici c’è bisogno di risorse. Devo dire che il parco tecnologico abruzzese è notevolmente cresciuto negli ultimi anni e ci ha fatto fare balzi in avanti nei livelli essenziali di assistenza».

 

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