Scuolabus, primi indagati nell'inchiesta sull'appalto comunale

TERAMO – Entra nel vivo l’inchiesta sul servizio di trasporto pubblico scolastico gestito fino ad oggi dalla Fratarcangeli per conto del comune di Teramo. La procura avrebbe iscritto tre persone nel registro degli indagati nell’indagine affidata in tre tronconi alle rispettive tre forze di polizia, finanza, polstrada e carabinieri. L’iniziativa giudiziaria – scattata qualche mese fa mentre imperversavano episodi che mettevano al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il rischio sicurezza dei bambini trasportati con mezzi vecchi e in alcuni casi obsoleti – è andata avanti con acquisizioni, verifiche, audizioni di testimoni e avrebbe per il momento portato a una prima indicazione di massima sul filone principale, quello del rispetto del contratto di appalto. Il pubblico ministero Davide Rosati avrebbe infatti ipotizzato il reato di frode nel pubblico appalto, vale a dire la non corrispondenza tra il servizio erogato e quello per il quale la ditta frusinate si era impegnato attraverso l’adesione al capitolato di appalto. I tre indagati sarebbero tutti a vario titolo amministratori o dirigenti della ditta e in questo caso il comune di Teramo sarebbe sulla opposta sponda della parte lesa nell’eventualità di un procedimento ulteriore. Siamo però ai primi passi dell’indagine e sul tavolo del magistrato sono attese prime relazioni anche sugli altri aspetti della vicenda, nota alle cronache: revisioni dei mezzi, controlli di sicurezza, corrispondenza e rispetto delle norme del codice della strada, aspetto questo la cui verifica è affidata in particolare alla Polstrada di Teramo.

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