Braga, stipendi bloccati da marzo e un milione di debiti sul groppone

TERAMO – Rimane al palo la statalizzazione degli ex Istituti musicali nonostante una legge in vigore dal 1999 lo preveda, con buona parte degli 800 docenti dei 21 enti italiani, che cominciano a non percepire gli stipendi, in quanto le Province, da cui dipendono finanziariamente, non hanno i fondi per garantire le indennità. A Teramo il personale docente e amministrativo per un totale d circa 35 unità non percepisce lo stipendio dallo scorso marzo. Il presidente del braga, Luciano D’Amico ha precisato che l’indennità di aprile sarà liquidata a breve ma i problemi economici sono ben più complessi. Il governo nell’ultima legge di stabilità ha stanziato come lo scorso anno 5 mln per sostenere gli Istituti, ma adesso bisognerà capire i criteri di ripartizione di questi fondi. Negli anni passati al Braga è stata destinata una cifra di circa 300mila euro, ma è una briciola di fronte al debito di un milione di euro con cui l’istituto si trova a fare i conti dopo che gli enti sostenitori hanno ritirato i contributi nonostante un protocollo d’intesa firmato nel 2005 alla presenza del ministro Moratti con cui ci si impegnava a sostenere l’istituto fino alla statizzazione. Di fatto invece la Provincia, che in passato erogava 470mila euro, ha azzerato il contributo, la Regione ha ridotto il suo da 550 mila a 300mila, il Comune di Giulianova che stanziava 95mila euro ha ridotto a 70 mila euro il contributo, mentre anche la Fondazione ha azzerato il contributo annuale di 200mila euro che concedeva in passato. Il presidente Luciano D’Amico è fiducioso su un percorso di statizzazione che dovrebbe arrivare in tarda primavera ma intanto, poiché non si sopravvive di sole speranze, sta cercando soluzioni per dare ossigeno nell’immediato. D’Amico, anche in qualità di rettore dell’ateneo di Teramo, ha prospettato una soluzione economica che passa per un progetto di ricerca straordinario che il sistema universitario abruzzese porterà avanti sul patrimonio musicale regionale e che si avvarrà del contributo dell’istituto braga. Questo dovrebbe consentire di superare le attuali criticità, ma senza la statizzazione resta un tampone che non garantisce prospettive di lunga durata.

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