Preparavano colpo in gioielleria, ma erano trafficanti di droga: 10 arresti e 3 obblighi di dimora. Ecco chi sono

TERAMO – L’attività informativa partita da fonti confidenziali sull’organizzazione di un grosso colpo a una gioielleria teramana, ha permesso di smantellare una ramificata organizzazione malavitosa composta da teramani, albanesi e napoletani che aveva messo su una rete di distribuzione di sostanze stupefacente e che per finanziarsi compiva rapine e sfruttava la prostituzione di donne di nazionalità romena. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo, diretti dal colonnello Giovanni Tosti e dal capitano Nazario Giuliani, hanno eseguito 13 misure cautelari, delle quali 10 in carcere, sequestrato circa un chilo di cocaina e attrezzatura varia per il confezionamento delle dosi, che porta a un totale di oltre 30 chili lo stupefacente, tra hashish e cocaina rinvenuto. Come ha spiegato il procuratore capo Antonio Guerriero nel corso di una conferenza stampa questa mattina in tribunale, la banda è considerata di grosso spessore criminale. Un sodalizio nato dalla collaborazione tra clan diversi che poteva contare su corrieri e acquirenti disseminati in un pò tutta la provincia di Teramo, da Tortoreto ad Alba Adriatica a Giulianova ma anche Mosciano e Teramo. Non è servito utilizzare raffinati accorgimenti per eludere le intercettazioni telefoniche e ambientali dei carabinieri, ricorrendo a terminologia gergale quale "pizza", "birra", "caffè", bottiglie di vino", "mani" o "Huatai" – cocaina -, da cui il nome dell’Operazione di oggi, L’organizzazione non aveva scrupoli nell’importare dal Napoetano lo stupefacente: pietra miliare in questa indagine è stato il rinvenimento e relativo sequestro di 30 chili di hashish, effettuato nel gennaio di un anno fa da parte degli agenti della squadra mobile di Teramo, in possesso di un corriere albanese sulla costa: da lì il lavoro sinergico con i militari dell’Arma teramana ha portato anche a delineare il sistema organizzativo della banda. Che viene ritenuta responsabile anche della rapina ai danni di una facoltosa anziana teramana, trascinata nella sua auto all’uscita di una sala bingo e derubata del suo collier d’oro. Ma anche lo sfruttamento della prostituzione era modalità di ricavo delle finanze necessarie per l’acquisto degli stupefacenti in quantità considerevoli da immettere sul mercato locale.
Gli arrestati: Cristian Ciabattoni, 43 anni di Mosciano Sant’Angelo, Gabriele Di Bonaventura (54) di Teramo, Giuseppe Cacciapuoti (47) di Giuliano in Campania, Diego Cestarella (51) di Mosciano, Igli Hyska (36) di Tortoreto, Daniele Spahiu (30), di Alba Adriatica, Olti Demaj (33) di Sant’Egidio alla Vibrata, Erion Shima (35) di Alba Adriatica, Simona Durillo (41) di Mosciano, Gioacchino Giannoccoli (41) di Alba Adriatica. Obblighi di dimora per Inna Kozhayeva (41) di Alba Adriatica, Fabrizio Di Matteo (32) di Giulianova e Gianni Rastellini (38) di Giulianova.

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