Il Comune gli paga in ritardo l'indennità di fine mandato, ex sindaco vuole gli interessi

TERAMO – Dopo due mandati da sindaco fa causa al Comune per il mancato conteggio degli interessi maturati sull ritardato pagamento dell’indennità di fine mandato, un totale di 1300 euro. Giovedì scorso c’è stata la prima udienza davanti al giudice di pace per i protagonisti della vicenda: l’ex sindaco di Crognaleto Pietro Ceci e l’attuale sindaco Giuseppe D’Alonzo in rappresentanza dell’amministrazione comunale e dell’ente chiamato in giudizio. Secondo la ricostruzione fatta dal legale del Comune, l’ex sindaco di Crognaleto ha intentato l’azione legale dopo dieci anni di mandato in cui ha percepito circa 148 mila euro di indennità, ma i primi contrasti sono sorti alla fine del quinquennio 2002-2007. L’ex sindaco Ceci doveva percepire un indennità di fine mandato che ammontava a circa a 7mila e 600 euro liquidata con qualche anno di ritardo. La somma, anche a causa dei problemi del terremoto del 2009 che avevano messo in ginocchio il bilancio del Comune di Crognaleto, fu liquidata in diverse tranche e finita di pagare solo a marzo del 2013. Ma qualcosa ancora non tornava nei conti dell’ex sindaco Ceci che non si è visto conteggiare gli interessi per i ritardi maturati sull’indennità di fine mandato e ha fatto causa per il riconoscimento degli stessi. La prossima udienza è fissata al 12 marzo davanti al giudice di pace di Teramo. L’ex primo cittadino chiede il riconoscimento di interessi per un totale di 1300 euro, anzi ad essere pignoli come l’ex sindaco, 1315 euro virgola 19 centesimi.

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