I giovani sul web: ci trascorrono 4 ore al giorno, mentono sull'età e hanno "sconosciuti" tra gli amici sui social

TERAMO – I giovani sul web e le insidie delle nuove tecnologie. Nasce un vademecum per Navigare sicuri che verrà distribuito domani nel corso di un incontro alla sala polifunzionale inserito nella campagna nazionale "Safer Internet day 2015". La pubblicazione nasce al termine di un’indagine conoscitiva tra oltre 2.500 ragazzi delle scuole superiori da cui sono emersi dati preoccupanti sull’utilizzo della rete. Il 75% dei giovani dichiara infatti di avere tra gli amici dei social network molti utenti che non conoscono personalmente. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dopo uno studio condotto tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni per capire con quale consapevolezza si utilizzano la rete e gli strumenti social. Le criticità rilevate sono molte: “ I ragazzi già da 12 anni accedono liberamente a internet dai propri smartphone, trascorrendo connessi almeno 4 ore al giorno, si iscrivono ai social network spesso mentendo sull’età ed entrano in contatto con contenuti inadatti, come violenza, pornografia, pedopornografia, siti di giochi e scommesse” ha sottolineato Giancarlo Di Amico (Independent Computer & Network Security Professional) che aggiunge:” è chiaro che non è la rete che va demonizzata ma che occorre prendere consapevolezza del fatto che bisogna conoscerla per riconoscerne i rischi e sapere come comportarsi”. Il sondaggio rileva l’esplosione del fenomeno social (l’88% usa FB) e l’utilizzo significativo da parte degli adolescenti (il 28%) della piattaforma che consente di navigare e intervenire in anonimato “Ask”: un social dove è facile rilevare fenomeni di cyberbullismo e atti persecutori. Incappare, senza volerlo, in video porno e scommesse online, dichiarano gli studenti intervistati, sono le due circostanze che si verificano più spesso (54%); il 38% dichiara di aver visto o condiviso immagini di amici nudi o in pose ambigue; il 28% condividere la propria password e username con altre persone. Fra gli elementi più significativi del sondaggio quello che emerge dalle risposte alla domanda “Se riscontri situazioni anomale a chi ti rivolgi?”. Ebbene il 50% non si rivolge a nessuno, il 44% si rivolge agli amici; solo il 36% ne parla con i genitori e il 3% con gli insegnanti.“Tutte questioni sensibili – ha affermato Giammaria De Paulis ( Web Agency Cykel Software) che ha lavorato insieme a Mauro Di Paolo, Francesca Pedicone e Giancarlo Di Amico – che non possono essere sottovalutate. Anche per questo abbiamo prodotto un piccolo e agile vademecum, sia cartaceo che consultabile in rete, utile agli studenti ma credo anche agli adulti. Intanto per far comprendere che alcuni comportamenti configurano dei veri e propri reati e che, quindi, possono dare seguito a situazioni spiacevoli e poi perché navigare con consapevolezza significa affrontare aumentare la propria conoscenza della rete cogliendone tutte le opportunità positive”.La presidente dell’Uunicef, Amelia Rubicini, ha ricordato il significato del Safer Internet Day, nato proprio per diffondere fra i più giovani una cultura della consapevolezza rispetto ai rischi della rete, e si è soffermata sul valore del lavoro svolto in questi mesi in 11 istituti superiori di tutta la provincia: “Migliaia di studenti e centinaia di professori sono stati sensibilizzati sull’argomento “.

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