Campli, dopo 25 anni il Comune paga il suo debito record da 630mila euro

CAMPLI – Dopo 25 anni il Comune di Campli paga l’esproprio dei terreni del palazzetto dello sport. La
Giunta Quaresimale ha estinto il debito record di 630mila euro sia per le dimensioni economiche, sia per le lungaggini e il tempo trascorso prima che il Comune di Campli mettesse definitivamente la parola fine a questa vicenda decennale. La storia inizia nei primi anni ’90, quando l’amministrazione farnese decide di costruire il nuovo palazzetto dello sport, la nuova “casa” del basket farnese, a piane Nocella. Per farlo, come prassi, si rese necessario un esproprio dei terreni da privati attraverso un accordo che l’amministrazione di allora “chiuse” alla cifra di 100 milioni di lire. Una somma che però i legittimi proprietari non si sono mai visti liquidare dal Comune, nonostante l’ultima giunta Dc dell’epoca avesse lasciato in eredità le risorse necessarie alle amministrazioni che poi si sono succedute, che mai però hanno provveduto ad onorare il debito contratto. Da quel momento, dunque, inizia una vera e propria “telenovela” burocratica e amministrativa, fatta di ricorsi e cause legali, che negli anni ha fatto lievitare il debito fino a 630euro. Il debito più grande della storia del Comune di Campli. Nell’ultimo consiglio comunale del 19 marzo, questa vicenda ha conosciuto finalmente la parola fine. Dalla cifra di 630mila euro, l’amministrazione è riuscita a “chiudere” un accordo per 370mila euro, da pagare in tre rate.“Dopo 40 anni – ha dichiarato l’assessore al Bilancio, Federico Agostinelli – questa amministrazione ha onorato i debiti per l’esproprio dei terreni sui quali è stato costruito il parcheggio del cimitero di Campli”. “Oggi – aggiunge Agostinelli – mettiamo fine anche a questa vicenda che è diventata, negli anni, una sorta di simbolo negativo del bilancio della nostra amministrazione comunale. Mai nessuno aveva dimostrato un così alto senso di responsabilità. Sarebbe stato più facile rimandare ancora una volta il problema e continuare a scaricare gli errori del passato sulle spalle delle nuove generazioni. Ma è un atteggiamento che non possiamo più permetterci, per ridare credibilità al nostro Comune e ristabilire fiducia tra cittadini e amministrazione”.

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