TERAMO – I consiglieri comunali del Partito democratico e di Teramo cambia hanno inviato un atto di diffida ai vertici della Teramo Ambiente e al sindaco in qualità di rappresentante legale del socio di maggioranza della municipalizzata, affinche revochino subto le procedure di licenziamento collettivo dei 46 dipendenti in servizio nelle commesse che il Comune non ha rinnovato alla Team. Manola Di Pasquale, Gianguido D’Alberto e Antonio Filipponi, chiedono di «presdisporre un serio piano industriale che preveda al suo interno specificatamente tutte le clausole di salvaguardia del personale TeAm», ma soprattutto l’avvio delle procedure alternative al licenziamento, quali la cassa integrazione ordinaria per quella parte di personale impiegato nei servizi che il Comune ha ridotto (vedi verde pubblico e igiene urbana), di quella straordinaria per i lavoratori dei servizi non riaffidati (pulizia immobili e custodia museale) e per questi ultimi anche della previsione di una clausola di reinserimento. Secondo gli esponenti politici, il tutto è finalizzato a far si che i 46 lavoratori dichiarati in esubero «non vengano svincolati dal legame contrattuale con la Teramo Ambiente, e che quindi la trasformazione della Team in società di capitali operante pienamente nel libero mercato e della concorrenza, e i ritardi e le omissioni del Comune affidante non ricadano esclusivamente sulle “spalle” dei lavoratori e delle loro famiglie; lavoratori – dicono nell’atto di diffida il Pd e Teramo Cambia – che hanno oltretutto contribuito negli ultimi venti anni alla crescita della stessa società».
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