TERAMO – E’ stato approvato dall’assemblea dei sindaci del Ruzzo il primo piano industriale, proposto dal presidente dell’Acquedotto, Antonio Forlini. Il documento è passato a larga maggioranza, con l’astensione del rappresentante del Comune di Mosciano, mentre quelli di Corrpoli e Sant’Egidio hanno votato contro. Secondo quanto esposto e poi accolto, l’acquedotto dovrebbe procedere all’assunzione di nuovo personale ma solo in compensazione dei pensionamenti, che dovrebbe ammontare a circa 30 persone al momento della conclusione del piano programmato delle dimissioni. Previsto un rincaro della tariffe per l’utenza, che dovrebbe aggirarsi sul 6,5% e un impegno nel nuovo bilancio a una programmazione del rientro dei debiti nei confronti dei Comuni soci. «Sono rassicurazioni che il presidente Forlini ci ha fornito – ha commentato Maurizio Brucchi, il sindaco del Comune più rappresentativo dell’assemblea, quello di Teramo – che ci ha spinto a votare favorevolmente il piano industriale. C’erano proprio tre punti sui quali raccomandarci a un impegno più concreto: nessun aumento di costi con le nuove assunzioni, attività di manutenzione sulle reti e soprattutto il riconoscimento dei crediti che i comuni vantano nei confronti della Ruzzo Reti». Sotto quest’ultimo lo stesso sindaco ha sottolineato come Teramo debba avere indietro 4 milioni di euro, «poco meno della metà delle anticipazioni di cassa che tra un pò dovremo affrontare». Forlini si è impegnato a redigere un piano operativo attraverso il quale sarà riconosciuto intanto il corrente e si prevederà un successivo rateale rientro del pregresso. L’aumento delle tariffe andrà utilizzato per gli investimenti e la manutenzione sulle rete.
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