TERAMO – Si leva un coro di critiche alla notizia dell’aumento delle tariffe dell’acqua, previste nell’ambito del piano industriale della Ruzzo Reti, approvato sabato scorso dall’assemblea dei sindaci. Adesso c’è anche la presa di posizione della Federconsumatori di Teramo, che anticipa la «propria preoccupazione per l’entità, che non può essere definita irrisoria – sostiene il segretario Ernino D’Agostino – soprattutto in una fase ancora caratterizzata da profonda sofferenza economica e sociale». A preoccupare la Federconsumatori sono le «conseguenze sulle utenze più deboli, individuate come le famiglie con redditi bassi», ma l’intento di questa verifica sul piano industriale sarà occasione per «chiedere la revisione della struttura della tariffa, anche allo scopo di risolvere l’annoso problema dello scorporo della quota relativa alla depurazione nelle aree prive di impianti di depurazione o servite da impianti non funzionanti». Federconsumatori vuole accertare «l’effettiva destinazione delle nuove entrate al finanziamento di investimenti efficaci per la manutenzione delle reti e per la prevenzione delle emergenze idriche», e ricorda al presidente Forlini di dare corso «agli impegni assunti nei confronti delle Associazioni dei consumatori, volti a migliorare la qualità dei servizi erogati e del rapporto con gli utenti: adeguamento della carta di servizi e definizione di un protocollo di intesa per la gestione dei contenziosi tra l’azienda e gli utenti, introducendo anche lo strumento della conciliazione paritetica». Il piano industriale e l’aumento delle tariffe non piace nemmeno al Partito dei Comunisti italianidella Federazione provinciale di Teramo che coglie l’occasione per ribadire la gestione pubblica del servizio idrico. Il Pdci ritiene che ogni intervento di aumento tariffario, non solo dell’acqua ma anche dei servizi (per gli allacci, rescissioni volontarie, verifica o sostituzione contatori), «assumerebbe caratteristiche discrezionali, se non addirittura arbitrarie, specie in assenza di un piano di risanamento che sappia far fronte alla situazione debitoria in cui versa la società». E’ invece contro l’atteggiamento del sindaco Brucchi, che ha votato favorevolmente il piano industriale della Ruzzo Reti, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Teramo, Fabio Berardini: «L’aumento delle tariffe di una società indebitata per decine di milioni di euro grazie alla mala politica di molti che oggi rappresentano i cittadini sedendo nei banchi della maggioranza, rappresenta il fallimento della politica clientelare tra destra e sinistra. Il sindaco Brucchi – dice Berardini – deve immediatamente rispondere del perché ha votato a favore di un provvedimento il quale, andando ad aumentare le tariffe dell’acqua, anziché tutelare i cittadini potrebbe dare una mazzata letale alle tante famiglie già in difficoltà per la crisi economica».
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