Soccorso nella notte per 4 escursionisti in difficoltà verso il Corno Piccolo

TERAMO – Soccorso nella notte a quattro escursionisti rimasti a metà strada, a quota 2.500 metri lungo la via Saladini-Alesi, senza possibilità di andare indietro o avanti, sul percorso verso il Corno Piccolo del Gran Sasso, sul versante teramano. I soccorsi sono scattati verso le 21 quando le squadre del Corpo nazionale di soccorso alpino si sono mossi dai Prati di Tivo per raggiungere gli escursionisti in difficoltà, grazie anche alla ripertura della seggovia appositamnte per trasferire in quota mezzi e persone. Con loro anche le squadra dei vigili del fuoco le cui fotoelettriche hanno illuminato a giorno (il fascio di luce era visibile anche da Teramo) e dar modo ai soccorritori di muoversi a loro agio. I quattro sono stati raggiunti nella notte e aiutati a tornare a valle: non sono feriti e non hanno subito conseguenze fisiche di sorta da questa disavventura che si è conclusa nel migliore dei modi. 
Il soccorso ha riproposto l’allarme per chi si avventura in quota e poi viene costretto a muovere la macchina dei soccorsi. In questo caso i quattro avevano una adeguata attrezzatura tecnica, ma non l’abbigliamento: in quota c’erano 7 gradi e solo al sopraggiungere dell’oscurità e non riuscendo a tornare indietro, hanno chiamato il 118 che ha allertato il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas). Arrivati in quota alle 23:30 da lì 5 tecnici del Cnsas hanno proseguito a piedi, mentre altri 4 compagni attendevano alla base, con il supporto dei Vigili del Fuoco che con una potente fotocellula hanno illuminato il percorso in parete.
I quattro escursionisti – arrivati nel pomeriggio da fuori regione proprio per la scalata – sono stati individuati e raggiunti alle 3 in una zona particolarmente impervia e accompagnati più in alto per poter riscendere più agevolmente sulla via Cresta nord est. Dopo 4 ore di cammino tutti sono arrivati alla Madonnina sani e salvi.
«Abbiamo deciso di intervenire, benché fosse notte – spiega Antonio Crocetta, delegato regionale Cnsas per l’Abruzzo – dopo aver capito che uno dei componenti del gruppo era in preda al panico. Si trattava di una scalata vera e propria di difficoltà medio-alta. I quattro erano fuori via, in una zona impervia, l’intervento era rischioso per gli stessi soccorritori. Per questo non smetterò mai di raccomandare: innanzitutto, quando si esce per un’arrampicata, occorre conoscere bene il territorio, studiare a casa il percorso e, soprattutto, partire la mattina presto per tornare nel primo pomeriggio con la luce del giorno».

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