Campitelli fiducioso: «Devono assolvere me e il Teramo»

TERAMO – "Sono soddisfatto e molto fiducioso perché i giudici hanno ascoltato. Devono essere sinceri e assolvere il Teramo e me. Il Teramo deve rimanere in Serie B perché lo ha strameritato sul campo, altrimenti farebbero un torto a tutto lo sport". Così il presidente del club abruzzese, Luciano Campitelli, al termine del processo d’appello in cui si è discusso il ricorso della società contro la retrocessione in Serie D per la presunta combine del match con il Savona che assicurò la storica promozione nel campionato cadetto. "La città è pronta e matura – aggiunge il patron riferendosi al sit-in pacifico svoltosi ieri dinanzi all’albergo che ha ospitato il processo -. Hanno dimostrato che sappiamo fare il tifo in modo corretto con famiglie e bambini, per la giustizia. Se anche i ragazzini di 6-7 anni che ieri erano qui dovessero vedere un risultato non positivo daremmo un’immagine sbagliata e di violenza. E noi la violenza non sappiamo cos’è". Attende con particolare interesse la sentenza della Corte federale d’appello Figc anche l’Ascoli che, nel caso dovesse essere confermata la retrocessione del Teramo, salirebbe in Serie B. "Facciamo tanti auguri all’Ascoli che possa vincere il campionato sul campo – conclude Campitelli – quella è la gioia vera. Noi sappiamo cosa vuol dire vincere la Serie B perché l’abbiamo vinta sul campo. Auguro a loro di fare una bella squadra e di vincere meritatamente perché non ho nulla contro l’Ascoli. Un’eventuale sentenza che ci permetta di restare in Lega Pro? Si deve parlare solo di Serie B, la Lega Pro non l’accetterei in questo momento".

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