Processo chiuso in un clima teso: la sentenza domani SEGUI LA DIRETTA

ROMA – Ecco la diretta del processo dinanzi alla Corte d’Appello Federale a Roma per il caso Savona-Teramo.

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Ore 12:59 Anche Chiappero: «Non è vero che i due avrebbero dovuto avere conferma dai presidenti. In quella telefonata il 9 non cambia, non è una modifica. Significa che alla colazione partecipiamo tutti…» La Corte: «Questiinterventi dimosrano che avete necessità di contradditorio tra di voi. Noi abbiamo sufficienrti elementi per giudicare». Il presidente Mastrandrea dichiara concluso il processo d’appello sul caso Savona-Teramo.

Ore 12:57 Siamo al ridicolo: tutti gli avvocati vogliono replicare. Gallinelli, legale di Barghigiani: «L’alternativa la offre Corda quando parla di trattativa per le azioni».

Ore 12:55 L’avvocato del Gubbio, nonostante non ne abbia diritto, viene ammesso alla replica: «Abbiamo smentito la storiella che il Teramo si è fatto in casa 14 testimoni, non c’è solo un solo soggetto disinteressato». La Corte: «Lasci a noi queste valutazioni».

Ore 12:52 La Procura ha concluso. Dopo forti insistenze si concedono le repliche agli avvocati. Cerulli Irelli molto arrabbiato: «Se Barghigiani è attendibile, allora sono cinque minuti er trattare una società? Campitelli sulla stessa macchina di Di Giuseppe: ma se le intercettazioni dicono che Di Giuseppe era già lì, dalle vostre intercettazioni…»

Ore 12:50 «Quella della Procura è l’unica interpretazione della vicenda. Questo consente a voi della Corte di raggiungere quel grado di ragionevole certezza che è proprio dei giudizi dinanzi alla giustizia sportiva, anche oltre quel ragionevole dubbio che in ogni caso non sarebbe necessario ma che in questo caso comunque non esiste perchè non c’è ragionevole alternativa proposta dalle difese oltre la nostra»

Ore 12:48 «Cabeccia, Marchetti e Matteini. La Procura ha offerto un quadro preciso. Cosa è stato opposto? Che Matteini avrebbe frainteso la proposta del Di Nicola. Dunque un grande equivoco… Matteini capisce tanto male che Cabeccia fraintende la proposta a tesserarsi con L’Aquila come una proposta di tesserarsi all’estero…».

Ore 12:46 «Chi avrebbe parlato della cessione della società? Non si sa. Chi fossero gli imprenditori? Non è chiaro. Trattative di mercato? Ma anche qui prima della partita Savona-Teramo cresce questo spasmodico interesse a tesserare giocatori guarda caso del Savona, poi scemato dopo la partita? E poi da chi da Barghigiani che non aveva più contatti con la società, che Di Nicola aveva un rapporto ancora da definire con L’Aquila, e Corda che stranamente viene coinvolto nella trattativa…»

Ore 12:44 «Infine di cosa si sarebbe parlato nell’incontro di Albisola: ce lo chiedono ma loro non lo sanno spiegare. Noi lo abiamo traslato nell’atto di deferimento. Siamo noi che lo chiediamo a loro che non hanno offerto alternativa alla nostra ricostruzione».

Ore 12:43 «La Maserati non Maserati… sono tutti elementi marginali. Avrebbe avuto significato se la Maserati fosse stata di Campitelli allora sì. Ma su quella macchina c’erano entrambi per andare ad Albisola e dunque non rileva…».

Ore 12:41 «Elemento di prova piena: dichiarazioni rese dinanzi alla procura federale, Barghigiani conferma la presenza di Campitelli. Non mettiamo in dubbio la credibilità delle prove, balletto di orari per rosicchiare cinque minuti di qua, cinque minuti di là per chiudere lo spazio in cui è avvenuto l’incontro. Di fatto in quel lasso orario dalle 12 alle 13:15 il presidente Campitelli resta da solo. prendiamo atto della novità dell’intervento di un medico che mai era emerso finora nonostante la rilevanza di questa situazione già evidente in primo grado. E comunque prendiamo atto che emerge adesso».

Ore 12:40 «Qual è l’interesse di Barghigiani di coinvolgere Campitelli?».

Ore 12:39 «Ceniccola dice non sono in grado di dire se fosse Campitelli. Sfido chiunque a dire che questo significa escludere la presenza di Campitelli all’incontro. Ed è credibile perchè Campitelli resto in macchina con Di Giuseppe».

Ore 12:37 «E’ la raccomandazione di Barghigiani che si proeccupa del possibile intervento di un Campitelli non avvezzo a questo genere di cose potesse compromettere tutto, è la conferma della presenza di Campitelli all’incontro».

Ore 12:35 «La difesa del Teramo ha contrastato aspetti di questa vicenda che sono marginali. Campitelli non offre alternativa ma contesta solo. La combine, di averlo saputo, di essere stato presente agli incontri assolutamente noti. Cosa offre in alternativa: abbiamo sentito che sono da Campitelli o a Campitelli con il cognome di una persona significa che sto in un locale (!)».

Ore 12:31: «C’è poi la dichiarazione di Corda che sa da Barghigiani dei soldi finiti in mano a Dellepiane di assoluta valenza probatoria. Su questo aspetto serve chiarimento sui verbali di Corda, che sia stato omissato e offerto alla valutazione della Corte senza nomi fatti da Corda di calciatori coinvolti nella combine: la omissione costutisce un atto doveroso da parte nostra che non può offrire al collegio e alle parti nomi di soggetti che non sono interessati dall’inizio a questa vicenda. Ma l’omissione riguarda solo alcuni calciatori e questonon va a incidenre sulle posizioni dei soggetti chiamati oggi a rispondere in questo giudizio. Esempio: domanda rivolta da Barghigiani su Dellepiane era già agli atti del processo e in possesso della controparte».

Ore 12:29 «Quale alternativa dà la difesa di Dellepiane. In primo grado ha detto che si tratta di un appuntamento per il giorno successivo ma senza dire chi ci partecipa e se si è tenuto. L’unico significato possibile è quello offerto dalla pubblica accusa. Non è vero poi quello detto oggi che l’unico elemento dell’impianto accusatorio sia questo sms di Barghigiani. Intanto va calato in quel contesto di incontri e telefonate che fanno intendere che quel messaggio è relativo a quello. Ma il Barghigiani continua a riferirsi ad altro soggetto che è evidentemente il presidente Dellepiane».

Ore 12:28 «E Di Giuseppe resta sorpreso quando sente parlare delle 9. Come? E’ questa dunque la variazione di accordi sulle somme».

Ore 12:27 Per Chiappero: «Le 7 o le 9 non sono gli orari perchè quell’incontro non si è mai tenuto. E diventa l’argomento dominante di tutta una giornata…».

Ore 12:24 «Se gii attori avessero potuto evitare i presidenti avrebbero chiuso prima la combine. Invece devono cnfrontarsi con i presidenti. E appunto c’è il messaggio di Barghigiani che dice che Dellepiane è disponibile».

Ore 12:23 «Le eccellenti difese non hanno fornito chiarimenti. Savona: è vero la procura non ha mai ipotizzato la sussistenza di due soluzioni che si sarebbero susseguite, una rispetto all’altra. L’obiettivo era realizzare la combine di quella gara. Gli attori si sono mossi dapprima attraverso Calleri e Corda con i giocatori e parallelamente Di Nicola attivare Barghigiani».

Ore 12:22 «Non è necessaria la prova assoluta ma nemmeno il ragionevole dubbio. Livello probatorio che consente di superare ogni ragionevole dubbio anche riguardo ai fatti contestati, perchè questo superamente viene quando non esiste una ragionevole alternativa offerta all’iorgano inquirente. e qui non esiste, in molti casi questa ragionevole alternativa, questa strada alternativa non è stata nemmeno prospettata o percorsa».

Ore 12:20 La parola alla Procura federale. «Il castello non solo non è stato attaccato ma non è stata costruita nemmeno una capanna di paglia» dice Gioacchino Tornatore.

Ore 12:18 «Per le imputazioni che prima ho riassunto, assoluzione completa sulla responsabilità diretta. A giudizio della Corte sulla oggettiva con tutte le importantissime precisazioni che ha fatto l’avvocato Chiacchio, cancellazione assoluta della presunta e delle aggravanti: il Teramo chiede di essere riammesso in Serie B perche questo è il risultato conseguito sul campo».

Ore 12:15 «Sulle aggravanti: sulla molteplicità degli illeciti le sanzioni vanno aggravate e se i risultati siano stati alterati e con essi la classifica. Non mi sembra che ci siano tutti questi casi per il Teramo».

Ore 12:13 «Nessun vantaggio reale è stato conseguito dal Teramo. Credo che la responsabilità presunta dunque deve essere cancellato».

Ore 12:11 «Qui non solo non c’è certezza ne probabilità, ma c’è un presidente ‘sospetto’ perchè forse è coinvolto. Non vorrei che la procura federale aprisse adesso un fascicolo su di lui per appartenza all’etnia Sinti dei Casamonica perchè anche loro sono abruzzesi…»

Ore 12:08 «E’ da discutere sull’onere della prova e potremmo approfondirlo sul piano teorico ma alla fine la scarsa rilevanza perchè dipende dalla convinzione del giudice, però io voglio ricordare che nel codice di procedure penale originario, il codice Rocco, i limiti per gli indizi posti dall’articolo 132 comma sdecondo della procedura penale sono state messe dall’articolo27-29 del codice sostsnziale non di rito, presunzioni, che adoperava proprio questa formula della concordanza e gravità. Ma se il codice cita questi requisiti e poi arriva al codice 133 che quando mancano queste prove oltre ogni ragionevole dubbio si deve andare alll’assoluzione, non si capisce perchè non si dovrebbe fare così».

Ore 12:07 «Responsabilità diretta: è evidente che per quanto riguarda il Teramo è relativa al presidente Campitelli. E’ strana la considerazione della sentenza: questo presidente è stato debole, è stato trascinato dentro e poi gli è stata data una mazzata, con addirittura la pena peggiore di tutti, ovvero la proposta di radiazione».

Ore 12:05 «E’ pacifico e nemmeno la procura non lo ha negato, che la partita non è stata alterata e così nemmeno la classifica. E poi c’è il concetto della prova di resistenza: il Teramo non mutato la sua posizione, ha pareggiato con l’Ascoli all’ultima partita anche se questo è accertamento ex-post ma è così». 

Ore 12:03 «Come ha detto il collega Cerull Irelli qui non è il fatto della corruzione. Vorrei ritornare all’aspetto del prezzo, non si sa quanto, chi l’ha ricevuto. Stando alla procura e alla sentenza, ma dalle intercettazioni e dalla procura di Catanzaro si abbassa a 30mila euro e poi dalla lite si evince la esiguità della somma di fronte al valore sportivo in gioco, la Serie B, che già per questo non se ne parla più. Ma è evidente che questa attività telefonica è per le scommesse».

Ore 12:01 «Non è il problema della combine, ma la difficoltà del contesto generale in cui si inserisce questa vicenda, dal caso del funerale Casamonica alla battuta di Renzi. E questo non aiuta per la pressione dell’opinione pubblica. Ma io sono sicuro della vostra sincerità e della vostra sicurezza».

Ore 12:01 Chiacchio ha concluso, adesso è la volta del professor Di Giandomenico prima della replica della Procura.

Ore 12:00 «Questo è il vostro giudicato perchè voi vi siete pronunciati su questo caso. Ed è questo quello che io chiedo per il Teramo e spero che voi non vogliate contraddirvi».

Ore 11:56 «Io ho subito una sentenza di primo grado quando credevo che la società che rappresento andava prosciolta. Ho sofferto per quella sentenza ma l’ho sempre rispettata: io ho appellato per una società che era stata deferita per responsabilità oggettiva e presunta e poi condannata con 4 punti di penalizzazione. Ebbene quella società è stata condannata a due punti di penalizzazione. Peccato che si tratta di una sentenza di qualche settimana fa… (il Matera, ndr). E’ del luglio 2015….». E Chiacchio affonda contro i legali dell’Ascoli: «Questo è quello che oggi le nostre controparti sono venuti a chiedere: è una eresia e dimostra una scarsissima attenzione alla giurisprudenza che voi stessi sgnori giudici vi sforziate a modellare..». 

Ore 11:55 «Poi  dobbiamo parlare di partite decisive. Vogliamo parlare di Siena con l’Albinoleffe? Partita decisivia per la Serie A e la Lega Pro? Ricordate? Un punto… E adesso volete fare del Teramo e del Savona gli agnelli sacrificali?».

Ore 11:53 «Il baluardo della responsabilità oggettiva siete stati voi giudici che avete contenuto le afflizioni. Il giudicato vostro è stato illuminante, ed è illuminante, per cui riportiamo nei giusti valori la responsabilità oggettiva».

Ore 11:52 «E quando a Teramo mi hanno chiesto di spiegare questo potevo stare a spiegare: li avrei affumicati in tutto dopo tutta questa tensione di questo periodo…».

Ore 11:49 «Nel giugno 2012 viene data una spallata, una picconata alle sentenze che non sono arrivate dinanzi ala corte conclusiva: Modena due partite due punti, Ascoli calcio la più favorita di tutte, due gare un punto due gare un punto! La stessa che oggi ci viene a dire che la oggettiva deve portare a retrocessione…… per due partite patteggiò un punto…!!! E poi c’è il record: Grosseto responsabilità oggettiva per 8 gare. Sapete quanto ha preso? Sei punti, vale a dire 0,45 punto a partita….». E in sala ridono anche i componenti della Procura federale…. «E sapete chi era coinvolto? Il direttore sportivo…». 

Ore 11:47 «La Nocerina non fa testo, perchè quel’anno non c’era retrocessione e dunque la condanna minima era la retrocessione. Siamo arrivati al 2012 quando si disse che la responsabilità oggettiva andava cancellata e lo dicevano personaggi illustri, anche grandi magistrati: basta punire le società per fatti commessi dai propri tesserati, ‘è una vergogna!’ si diceva. Si levavano voci illustri, tanto che si è deciso di togliere questo generale consenso: chi è stato? La Procura federale che ha cominciato ad accogliere richieste di patteggiamento a titolo di responsabilità oggettiva».

Ore 11:45 «C’è un argomento che necessita però di chiarimenti tecnici. Ho sentito dire in questa sede eresie giuridiche. Ho sentito parlare di retrocessione per responsabilità oggettiva. Non retrocede una società per responsabilità oggettiva da quando io giocavo ancora al calcio…».

Ore 11:44 «Ha sbagliato la procura quando quattro giocatori sono immuni dall’alterazione della partita. Noi ci difendiamo dal nulla, non sappiamo quali giocatori hanno alterato la partita, non sappiamo quale sia la somma, c’è un anche un litigio tra i protagonisti… parlare ancora di reponsabilità diretta significa farvi perdere tempo». 

Ore 11:43 «Esiste la prova logica? O vale solo quando parla l’accusa ma non la difesa?»

Ore 11:42 Il processo riprende con l’intervento dell’avvocato Eduardo Chiacchio.

Ore 11:14 Pausa del processo. E il direttore generale dell’Ascoli, Lovato, piomba in sala stampa per fare dichiarazioni che buttano benzia sul fuoco del processo: «Come mai si ricordano oggi di tirare fuori il medico sociale che fa una iniezione al presidente Campitelli. Non è credibile. Cacciano pezze ogni volta che scoprono che in quell’ora c’è un buco».

Ore 11:12 «Infine, badate bene lo dice la procura l’eventuale combine riguardava il calcio scommese. I due, se hanno fatto accordi, lo avrebbero fatto per il campionato e naturalmente i due presidenti non potevano essere coinvolti. Anche questo elemento va considerato».

Ore 11:09 «Quindi signori giudici, ma ad Albisola cosa si sarebbe detto di questa combine? Abbiamo visto che i giocatori non erano stati trovati nei giorni prima… Se avevano già detto di no, di cosa si sarebbe parlato? Io non devo aggiungere altro: dai fatti come sono stati provati, da come sono stati spiegati per la responsabilità diretta due possibili soluzioni. Se si ritiene che Campitelli non abbia partecipato a nessuno dei due incontri, o in subordine se rispetto a questa partecipazione ci possa essere in dubbio non dimostrabile, si arriva a un proscioglimento del Campitelli e in conseguenza viene a cadere una responsablità diretta dela società». 

Ore 11:08 «Per noi Campitelli era in albergo, poi vorrete valutare. Ma di fronte a un dubbio ragionevole non smentibile e cito la sentenza Grosseto, da lei presidente pubblicata, non si può non concludere con il proscioglimento dell’incolpato».

Ore 11:07 «Quali sono gli indizi precisi, gravi e concordanti che devono avvalorare l’attendibilità di quanto dichiarato che noi giuristi dobbiamo sempre tenere presente? Prove da un lato, dichiarazione inattendibile dall’altro».

Ore 11:05 «Cioè in cinque minuti, prima di una partita importante… L’attendibilità intrinseca della dichiarazione dice la Cassazione voi dovete valutare…. Ma no che dice che in cinque minuti bisogna vedersi per trattare la vendita della società non è attendibile… e c’è anche Ceniccola che ci dice il contrario come avete visto».

Ore 11:03 «Il tribunale dice che Campitelli non puà ritirarsi in camera…. Non può farlo…. E’ incredibile… Non può farlo… Nu pò fà…. Uno si può riposare o non riposare…. Saranno fatti suoi… Noi abbiamo portato una serie di documenti che provano, voi potrete considerarli, come volete… Ma contro questi documenti quali elementi contrari ci sono, quali elementi ci porta la procura? Una frase di Barghigiani: ‘Ci siamo incontrati cinque minuti ad Albisola per la vendita della società’». 

Ore 11:01 «Sto da Campitelli, sto a Campitelli…. sono tutte fesserie. Il peso grosso viene dato dal tribunale a quello che è successo il giorno della partita. E ragiona in termini di presunzione. Da un fatto noto risaliamo a un fatto ignoto. Il fatto noto dice l’accusa è che Campitelli in quell’ora era da solo e non l’ha visto nessuno e attraverso una serie di ragionamenti arriva a un fatto ignoto, che Campitelli in quel periodo sia andato ad Albisola».

Ore 10:59 «Orbene i due interlocutori Di Giuseppe e Di Nicola ci dicono che ci hanno provato ma che non hanno trovato giocatori disponibili. Mi dispiace: ‘Semaforo rosso’.  La Procura ieri ha mostrato un documento in cui cita degli omissis, ci dice che forse ci sarebbe stati dei giocatori adesso vediamo, non lo sappiamo… Ma di cosa stiamo parlando allora?».

Ore 10:57 Parla il professor Vincenzo Cerulli Irelli: «Vorri ricordarvi un piccolo particolare: il Teramo ha vinto un campionato. Lo ha vinto sul campo meritandolo, anche con le ultime due partite. Bisoga accertare se c’è stata combine e se alla combine abbia partecipato il presidente Campitelli».

Ore 10:56 Cozzone conclude: «Io sono convinto che voi proscioglierete il presidente Campitelli e gli restituendogli la dignità, l’onore e la vita».

Ore 10:55 «E l’ultima chicca: la difesa dell’Ascoli ha parlato dell’intervista che Campitelli avrebbe avuto il tempo di rilasciare al quotidiano il Centro mentre era impegnato nei Cda. Purtroppo per tutti è stata rilasciata il giorno dopo e pubblicata all’indomani….».

Ore 10:54 «Campitelli è stato definiti manipoltore di risultati senza lo straccio non solo di una prova ma senza il benchè minimo indizio».

Ore 10:52 «Infine la circostanza dell’aggancio delle cellule telefoniche che confermerebbe la presenza di Di Nicola da Campitelli. La cella agganciata è quella di Collalto che nulla a che vedere con il posto dove ‘matematicamente’ si trovava Campitelli nei Cda che era a Notaresco, 8 chilometri da Canzano: questa è la ulteriore infondatezza contraria a una falsità».

Ore 10:51 «Non è vero che in quel giorno invece Campitelli aveva rinnovato il contratto del direttore sportivo Di Giuseppe, nessuno lo ha verificato, si è solo citato un articolo che supponeva la conclusione del contratto che è stato sottoscritto molto tempo dopo quella data».

Ore 10:50 «Inoltre abbiamo dimostrato che non poteva essere Campitelli quello che Di Nicola stava aspettando perchè agli atti ci sono i verbali dei due importanti Cda in cui il presidente era impegnato».

Ore 10:47 «C’è poi la famosa attesa di Di Nicola fuori della porta di una persona che la procura dice essre Campitelli. La telefonata con cui Di Nicola lo dice a Barghigiani avviene alle 17:24 e Barghigiani lo sollecita a far presto perchè, dice, alle 17.30 ho un appuntamento a Roma… Mi si dovrebbe spiegare come faceva il Barghigiani faceva a stare a Roma in 6 minuti dalla provincia di Teramo? Questo denota che non c’è stata nessuna riunione tra i due per incontrare Campitelli, perchè Barghigiani non era in zona dunque, doveva essere altrove e più vicino a Roma…».

Ore 10:46 «I giudici e la procura hanno detto che Campitelli nell’unico, e ripeto l’unico,contatto con un altro indagato, dice quattro volte grazie e questo significa che lui è daccordo. Se avesse pronunciato la quinta volta grazie lo avrebbero arrestato?», dice l’avvocato Cozzone.

Ore 10:44 «Un’altra epopea è stata fatta sulla telefonata tra Di Giuseppe e Di Nicola dopo la partita e lo scambio di battute con il presidente Campitelli, alle 19:39. Pensate che linguaggio usa con colui che dovrebbe essere il suo sodale, il complice: ‘Ma se chiamo il presidente, tu dici che mi risponde?’. Come, chiede con questa reverenza del complice?».

Ore 10:43 «Non mi dilungo sulla Maserati sì, Maserati no… Non ci piove che la Maserati era in uso a Di Giuseppe, se poi ci sono salito io, il professor Cerulli Irelli o Campitelli non camba la questione».

Ore 10:42 «Campitelli è stato monitorato in continuazione: ci sono interviste, dichiarazioni di giornalisti, festeggiamenti fino alla partenza del pullman verso Teramo». 

Ore 10:41 «Il Tfn dice però al massimo dell’incongruenza, ‘Vuoi la prova che Campitelli c’era? L’inconto successivo alla partita’. Noi abbiamo anche prove che a questo incontro non c’era il presidente».

Ore 10:40 «C’è infine la certificazione del ceck-out dell’hotel alle 12:40 con la carta di credito».

Ore 10:38 «Il presidente Campitelli era in camera perchè particolarmente teso per la partita. E il medico sociale Carlo D’Ugo gli ha somministrato un ansiolitico che lo ha dichiarato ben conoscendo le responsabilità penali alle quali va incontro. Ce ne siamo ricordati prima, dopo? Noi abbiamo dovuto coprire questa ora di buco dopo la sentenza del tribunale federale che ha dato grande importanza a questo ‘buco’».

Ore 10:36 «Abbiamo prodotto altre prove che dimostrano che in quell’ora è successo quello che abbiamo esposto. Il dirigente responsabile Gianluca Scacchioli va da Campitelli alle ore 12:20 per farsi consegnare la carta di credito per pagare il conto dell’hotel». 

Ore 10:33 «Alle 11:53 sempre Di Giuseppe comunica a Di Nicola di essere nei pressi dell’Ambro Caffè e dice ‘Sì noi stiamo qua, noi stiamo con la Maserati? cioè lui e il suo accompagnatore che non era Campitelli erano già lì. E siamo ancora in orario di ‘copertura’ di Campitelli che a quell’ora rientra in albergo dalla passeggiata.

Ore 10:31 «Di Giuseppe alle 10:52 circa dice al telefono: ‘L’uscita di Albisola l’abbiamo fatta noi’, capito? Di Giuseppe già stava lì con il suo accompagnatore che non era Campitelli che non poteva essere lì alle 11». 

Ore 10:30 «Il Tfn esalta in maniera incredibile un ‘vuoto’ di orario tra le 12 e le 13 per posizionare Campitelli ad Albisola. E’ un falso problema. Chi ce lo dice? Le intercettazioni telefoniche che sono state completamnte ignorate, precedenti e successive a questi orari. Credevo che ci si soffermasse anche in primo grado su tutto questo ma non è successo: vi chiedo di farlo».

Ore 10:29 «Il presidente quella mattina fa una passeggiata con gi altri dirigenti, incontra tanti tifosi e ci sono post di questi incontri, poi rientra in hotel e va in camera»

Ore 10:28 «Ma ci sono innumerevoli riscontri all’assenza di Campitelli a quell’incontro. E non sono solo di tesserati del Teramo come si è detto. E tutte hanno confermato una ben precisa ricostruzione dei fatti».

Ore 10:25 «Veniamo all fatidica mattina del presunto incontro ad Albisola. Chi lo dice che c’era Campitelli? Barghigiani alla Procura penale. Il primo elemento che scardina completamente la sua affermazione sta nelle dichiarazioni di quella stessa persona che era sicuramente a quell’incontro, ovvero Ceniccola che esclude assolutamente nelle sue dichiarazioni la presenza di Campitelli. Dice di aver visto sì Di Giuseppe ma non Campitelli. E all’incalzare della procura, Ceniccola dice ‘io non lo conoscevo ma anche adesso che me lo fate vedere non sono in grado di dire che Campitelli stesse lì’. E già questo basterebbe per voi».

Ore 10:24 «Primo maggio, viaggio di andata verso il ritiro, Di Giuseppe è in auto con presidente e dirigenti. Come esordisce Di Nicola? Dice ‘Puoi parlare?’. Ma come se secondo l’accusa Di Nicola aveva già incontrato il presidente, avevano già cncordato la combine, sa che il presidente è al corrente di tutto e sapendo che viaggia in quel momento con Di Giuseppe, chiede a Di Giuseppe se vuole parlare?».

Ore 10:22 «Leggete il contenuto della telefonata del 30 aprile a sera, quando Di Giuseppe dice "sto chiamando quel cretino per dirgli di incontrarci domattina… E mica mi risponde il deficiente…": dunque, Di Giuseppe definirebbe ‘cretino’ e ‘deficiente’ Campitelli? Non si riesce a capire perchè avrebbe dovuto rivolgersi in questo modo al suo presidente… E’ un’altra assurdità a cui pervengono accus e giudici di primo grado…

Ore 10:20 Si passa poi al 30 aprile quando Di Giuseppe dice "Adesso sono stato a Campitelli" su cui si è fata una telenovela: che il direttore sportivo incontri il proprio presidente è un fatto normale. Ma in quel preciso contesto non c’è stato nemmeno incontro tra di loro: "a Campitelli" significa che è stato "da Campitelli" e non "con Campitelli". Su questo il Tfn ha citato come motivo del coinvolgimento del presidente, è conclusione apodittica ancora una volta»

Ore 10:19 «Campitelli non ha mai incontrato Di Nicola. Noi dimostriamo che il presidente non avrebbe mai potuto incontrare Di Nicola nel contesto dell’inaugurazione del suo locale a Roseto alla presenza di tantissimi ospiti». 

Ore 10:13 «La sentenza ha distrutto un uomo, Campitelli, ma ha distrutto una città, dei cittadini, dei tifosi come ha dimostrato ieri che tifosi sono: non sono ultras, ma famiglie, abbiamo visto ragazzini, è questo il calcio di Teramo che da questa sentenza è stato distrutto».

Ore 10:11 Parla Michele Cozzone che esordisce con una frase di Flaiano: «La situazione è grave ma non è seria». «Mi viene in mente dopo aver letto la sentenza di primo grado di questo processo».

Ore 10:08 L’avvocato Chiappero ha concluso. Adesso parla Dellepiane: «Ci tengo a precisare che non mai saputo. Quando ho saputo dell’esistenza di illeciti in altre occasioni ho denunciato».

Ore 10.06 «Dellepiane a quell’incontro non c’era. così come Campitelli. Non c’è responsabilità diretta che sarebbe un prezzo troppo alto da pagare per il Savona».

Ore 10:04 «Non è vero, era improbabile ma non perdendo il Savona avrebbe potuto salvarsi direttamente e senza play-out. Per far retrocedere una squadra e una città c’è bisogno di un prova certa e sicura»

Ore 10:03 «Fare una sentenza con parti omissate è un salto mortale»

Ore 10:02 «Una sentenza che grida vendetta, scritta superficiamente» dice Luigi Chiappero.

Ore 10:01 «"Visto tra i fittissimi contatti…quel messaggio può essere riferito al presidente": ma quali contatti, non ce ne sono altri!!»

Ore 10:00 Chiappero continua con la demolizione della sentenza di primo grado.

Ore 9:58 «La sentenza dopo aver tagliato l’sms, dopo non aver vagliato o preso in considerazione l’attendibilità di Corda, dopo aver comunque fatto un elogio all’intervento difensivo dell’avvocato di Dellepiane, dice che a prescindere dal prezzo ‘intascato’, che la responsabilità di Dellepiane viene dedotta dalla frase di Barghigiani che riferisce della ‘disponibilità del presidente’, cioè, vedete, c’è sempre un richiamo a quel pezzo di sms che messo così non significa niente»

Ore 9:56 «Corda ha cambiato versione, prima dichiarazioni accusatorie poi eteroaccusatorie. Dirà: sì mi hanno fato questa proposta ma io non ho accettato. E dopo aver negato, dopo aver accusato si fa bello si aver accusato quattro persone e chiede di patteggiare. Non dire una parola su questo non è accettabile da parte dei giudici del tribunale di primo grado».

Ore 9:55 «Non ho mai visto una sentenza in cui non ci si è fatti mai una domanda sulla credibilità di Corda. Non si è letto cosa ha detto Corda nelle interviste, già a settembre, con un atteggiamento così pesantemente contrario a questa persona (il presidente Dellepiane, ndr).

Ore 9:48 «La sentenza si accorge di questo problema serio che c’è all’interno della tematica della responsabilità diretta: quando arriva a parlarne, per il presidente Dellepiane, lo ritiene provato nel contenuto dell’sms di Barghigiani ma taglia il messaggio. Per arrivare a condannare lui e il Savona, non lo riporta tutto. E’ stata ritenuta la responsabilità del presidente prendendo un pezzo del messaggio, come la Cassazione ricorda che non bisogna fare.

Ore 9:45 «C’è stata una lettura parcellizzata senza dare una chiave di lettura delle intercettazioni», accusa Chiappero.

Ore 9:41 «I linguaggi criptici devono avere una chiave logica di lettura e non bisogna mettere insieme pezzi di conversazione in maniera semantica e altri in chiave logica, non se ne viene fuori e la Cassazione ha sempre annullato se i giudici non danno criterio interpretativo, che aiuti a capire se sia tratti di lettura pragmatica o semantica».

Ore 9:39 «C’è un errore nella sentenza – dice Luigi Chiappero -. Non è vero che c’è uno stop nelle trattative con i presunti giocatori o Barghigiani. Non è vero che si è alzato il tiro dopo il rifiuto di alcuni fantomatici giocatori alla combine. Si tratta di episodi indipendenti ma contemporanei».

Ore 9:38 Cominciato il processo. Apre l’avvocato Chiappero per il Savona.

Ore 9.25 Si conosce il programma degli interventi. Aprirà l’arringa degli avvocati del Savona, Tettamanti e Chiappero. Poi toccherà agli avvocati di Campitelli: nell’ordine, Cozzone e Cerulli Irelli. Poi, per il Teramo, il professor Di Giandomenico e l’avvocato Chacchio. E’ probabile che sia Ascoli che la Procura possano replicare in chiusura.

Ore 9:20 Sono in corso le operazioni di accredito degli avvocati e degli staff ammessi in aula del dibattimento. 

Ore 8.45 Gli avvocati sono già in aula. Si ‘ripassano’ i fascicoli. In molti commentano i giornali in edicola sul caso Savona-Teramo. L’argomento più discusso è quello dello scenario ‘afflittivo’ che la Corte potrebbe adottare. L’udienza si aprirà con l’arringa degli avvocati del Savona.

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