Torna a bruciare l'autodemolizione di Carapollo VIDEO e FOTO

TERAMO – E’ probabilmente di origine dolosa l’incendio che la scorsa notte, poco dopo la mezzanotte, ha distrutto una zona dell’impianto di autodemolizione di proprietà della famiglia Norcini, in contrada Carapollo, a Teramo. Le fiamme, originatesi da due autovetture accatastate per la rottamazione, si sono velocemente estese ad altre vecchie macchine stoccate nell’ampio cortile, distruggendo ogni cosa e impegnando squadre di vigili del fuoco dei comandi di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno, con autobotti e uomini, in lotta contro le fiamme fino all’alba di oggi, tra le esplosioni dei serbatori delle vetture in demolizione e sotto gli occhi dei proprietari impotenti. In queste ore sono al lavoro gli uomini della scientifica della Polizia di Stato di Teramo e i tecnici dei vigili del fuoco, i cui rilievi tendono a far emergere la causa dell’incendio, la cui origine potrebbe non essere accidentale, considerata l’ora e il materiale oggetto del rogo, vecchie autovetture sì con residui di combustibile nei serbatoi ma in assenza di inneschi. L’incendio ha attratto numerosi curiosi, dalla vicina Teramo-mare ma anche dalla città, essendo molto alte le fiamme e ben visibili anche a chilometri di distanza. Gli abitanti delle zone limitrofe, in primis quelli della Gammarana e Villa Pavone i cui abitati sorgono di fronte alla zona dell’incendio, hanno rivissuto ore di panico per il rischio di estensione del fuoco, come avvenne molti anni fa, sempre nello stesso impianto di autodemolizione: era il 30 agosto del 2007 e allora il vecchio ‘sfascio’ andò compleamente distrutto e poi ricostruito ex novo così come è oggi. Ma attorno, distruzione e drammi, con una ecatombe di animali da cortile e da allevamento, campi e orti coltivati distrutti e una famiglia evacuata dalla propria abitazione.

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