I contratti derivati preoccupano D'Alberto (Pd) che parla di tegola da 400mila euro all'anno

TERAMO – Il capogruppo del Pd Gianguido D’Aberto torna a esprimere preoccupazione per i contratti derivati sottoscritti dal Comune nel giugno 2006 con due istituti di credito che inchioderebbero l’ente fino al 31 dicembre 2025 a pagare somme che si aggirano intorno ai 400mila euro l’anno. «Facendo seguito, seppur con colpevole ritardo, alle nostre preoccupazioni» spiega D’Alberto, «l’amministrazione ha dato mandato di monitorare ed esaminare i contratti ad un legale esperto in materia, dalla cui analisi, come temevamo, sono emerse diverse e gravi criticità “con riferimento ai profili di nullità che hanno già avuto ripetuti avalli giurisprudenziali” tali da imporre all’ente la sospensione della liquidazione dei flussi in regolazione il prossimo 31 dicembre per l’importo complessivo di circa 216.000 euro, per non aggravare la già disperata situazione di cassa». Alla luce di queste considerazione D’Alberto giudica sconsiderata la di autorizzare la stipula dei contratti derivati con un atto di Giunta ("in palese violazione della norma del TUEL che attribuisce in via esclusiva al Consiglio la competenza per autorizzare mutui o di contratti che comportino delle spese che impegnano i bilanci"). Come è possibile che una Giunta, adotti delle scelte finanziarie così rilevanti scaricandone gli effetti negativi sulle generazioni successive di cittadini? A ciò si aggiunge il fatto grave relativo alla modalità di scelta delle banche contraenti che non sono state individuate attraverso una gara pubblica. Alla luce delle preoccupanti criticità ci chiediamo: quanto hanno pagato in questi anni e quanto devono pagare ancora i cittadini teramani per quella scelta politica scellerata del 2006 e soprattutto per il grave ritardo con cui le amministrazioni comunali di centrodestra targate Brucchi, sorde alle nostre richieste, si sono attivate per affrontare questa pesante situazione?»

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