Aperto e rinviato il processo per il crac Tercas

ROMA – Si è aperto questa mattina, dinanzi ai giudici del tribunale di Roma, il processo a carico di 14 imputati, relativo al crac finanziario della Tercas, l’istituto teramano prima commissariato e poi passato di proprietà nelle mani del Gruppo Banca Popolare di Bari, dopo aver registrato un default di oltre 600 milioni di euro. Tra le persone che verranno processate in un dibattimento che si annuncia lungo e complesso, ci sono in particolare l’ex direttore generale Antonio Di Matteo, la ex compagna Cinzia iampani e l’ex presidente del Cda, Lino Nisii, con quest’ultimo che deve rispondere solo di ostacolo alle funzioni della vigilanza. Tra i restanti 11 imputati figurano nomi illustri della finanza e dell’impresa ma non più l’imprenditore Antonio Sarni, titolare dell’omonima catena di punti di ristoro, che nel corso dell’udienza preliminare ha chiesto e ottenuto di esser giudicato con il rito abbreviato ed è stato assolto. Le accuse in questo processo vanno dall’associazione a delinquere alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio, all’appropriazione indebita, all’ostacolo alla vigilanza. Le parti civili già ammesse sono la stessa Tercas, la Banca d’Italia, la Fondazione Tercas, la Bper (l’unica banca che chiede il risarcimento della sua parte nel Fondo interbancario per la tutela dei depositi, intervenuto su base volontaria per il salvataggio). Il processo si è aperto con le eccezioni preliminari e il rilievo di alcuni notifiche irregolari, per cui è stato aggiornato al prossimo 4 marzo.

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