Libreria Mondadori a palazzo Delfico, Topitti torna ad accusare: «E' una speculazione a favore del privato»

TERAMO – Secondo il noto libraio teramano Antonio Topitti con l’iniziativa dell’utilizzo delle sale di Palazzo Delfico da parte della libreria Mondadori «si starebbe portando avanti una operazione speculativa». Topitti ritiene che così stia facendo «l’amministrazione provinciale, che in primis ha bandito un’asta pubblica per l’affitto di locali con destinazione d’uso B4 (pubblici uffici), aggiudicandoli con fini commerciali all’insaputa dei più ed eludendo maldestramente quanto stabilito dalla normativa urbanistica e commerciale». Topitti parla di “pasticciaccio brutto”e narra che «indipendentemente dalle risultanze» di una riunione tecnica tra uffici provinciali e comunali la Provincia di Teramo ha bandito «un’asta pubblica per l’affitto dei locali piano terra di Palazzo Delfico omettendo sul bando le finalità "attrezzature a scala culturale" della destinazione d’uso dell’immobile, evidenziando solo la categoria catastale B4 (uso pubblico ufficio), escludendo di fatto qualsiasi azienda con finalità commerciali» ed esplicitando «che qualora l’aggiudicante necessiti la variazione di destinazione d’uso essa dovrà avvenire a proprie spese e il contratto di locazione verrà perfezionato solo dopo tale variazione». Per Topitti «si è scritto tutto ciò nel bando ben sapendo che tale variazione, a causa vincoli in essere sull’immobile, non era possibile. A questo punto viene il dubbio che si è cercato di far passare per fine culturale una iniziativa commerciale approfittando del fatto che merce della iniziativa è il libro. «Con questa operazione – dice Topitti – si sta speculando su un bene pubblico affittandolo di fatto per uso commerciale ad un prezzo inferiore del 50% rispetto al valore di mercato creando anche una situazione di concorrenza sleale».  Topitti ribadisce di non avere preclusioni verso nuovi insediamenti commerciali ma questi devono avvenire rispettando sia le norme e i parametri economici del settore».

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