Cirsu, picchetto degli operai mentre girano voci di interesse dei privati

NOTARESCO – Nei pressi dell’impianto Cirsu a Grasciano c’erano anche i manifestanti ex Sogesa. Gli operai non riassorbiti erano in strada a manifestare e rivendicare ancora la lora esistenza e una soluzione anche alla luce del fatto che secondo indiscrezioni appare difficile che la linea dell’organico possa riprendere. Tra di loro veleggia un deciso pessimismo sulla reale capacità di Cirsu di tornare ad operare ed ormai fra gli addetti ai lavori sembra inevitabile che il fallimento segni il passaggio di mano degli impianti a una ditta privata. secondo quanto riferito dall’esponente rosetano di Rifondazione Comunista, Marco Borgatti, pare che già le prime società, anche da fuori regione, si siano manifestate per una acquisizione: «Il Cirsu – commenta Borgatti – è un polo tecnologico con un potenziale, oggi lontanissimo, di circa 30mila tonnellate di lavorazione. Un potenziale allettante per un privato che ha liquidità da investire in un sito strategico non solo per la provincia di Teramo ma per l’intera Regione. Il Cirsu è stata una grande opportunità persa, nato sotto la speranza di dotare i comuni soci di un impianto pubblico efficiente in grado di riciclare e far fruttare i rifiuti con giovamento per l’ambiente e le tasche dei cittadini. Purtroppo una gestione dissennata ha creato il disastro che oggi viviamo. La speranza che il consorzio rimanga publico e torni in piena efficienza garantendo la piena occupazione ed il reintegro degli operai lasciati fuori è purtroppo lontana. Concordo con le parole del dirigente Gerardini pronunciate al raduno degli operai ai cancelli ovvero che bisogna puntare a salvare l’ambiente gestendo impianti e discarica senza perpetuare danni ecologici e tutelare le maestranze garantendo lavoro».

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