Muore in sala operatoria, il magistrato apre (e chiude) l'inchiesta

SILVI – La magistratura teramana ha aperto – e sostanzialmente già quasi chiuso – un’inchiesta sul decesso, avvenuto ieri notte in sala operatoria all’ospedale Mazzini di Teramo dopo un disperato tentativo di strapparlo alla morte, di un uomo di 69 anni di Silvi Marina, soccorso ieri sera poco prima delle 21 nella sua abitazione. Il personale del 118 dell’ospedale di Atri, inviato sul posto, viste le gravi condizioni del paziente, ipotizzando la probabile rottura di un aneurisma che ne aveva abbassato pericolosamente la pressione arteriosa, ha organizzato il diretto e immediato trasferimento al Mazzini di Teramo dove nel frattempo era stata organizzata la sala operatoria. Quando però i chirurghi sono intervenuti sul paziente hanno scoperto la drammatica compromissione di mliza e fegato, con ematomi e rotture, ridotti in condizioni tali da renderne alla fine impossibile una riduzione dei danni e soprattutto dell’emorragia. Il 69enne è deceduto sotto ai ferri. A quel punto è stata informata la magistratura e il pm di turno, Greta Aloisi, ha aperto un fascicolo per chiarire cosa e come abbia potuto procurare quei danni irreversibili agli organi interni dell’uomo, ipotizzando fino anche a un pestaggio dell’uomo. Il successivo approfondimento affidato agli agenti della squadra mobile di Teramo, diretti dal vicequestore Gennaro Capaso, ha permesso di ricostruire meglio il quadro anamnestico del paziente, affetto da una gravissima cardiopatia, in attesa di un intervento cardiochirurgico e profondamente debilitato anche dalla terapia farmacologica in atto. Il magistrato ha deciso anche di non disporre l’autopsia e ha concesso il nulla-osta per la sepoltura della salma. 

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