Artigiano morì nell'incidente, la procura vuole il processo per i tecnici della Provincia

TERAMO – La Procura di Teramo vuole processare quattro tra dirigenti e tecnici del settore viabilità della Provincia di Teramo per la morte di Cesare Carginari, il caldaista 69enne che perse la vita a Ferragosto del 2013 sulla provinciale 47a tra Cesacastina e Aprati, nel comune di Crognaleto: la sua Panda uscì di strada dopo una sbandata in curva e finì sul greto del fiume sottostante, dopo un volo di oltre 70 metri. Oggi il pm Andrea De Feis ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di due dirigenti che si alternavano all’epoca alla guida del settor viabilità e di due responsabili cantonieri con l’ipotesi di omicidio colposo. Non ci fu controllo delle condizioni della strada e dei parapetti su quella provinciale e a concorrere nella tragedia fu l’assenza di un adeguato sistema di protezione sul ciglio della strada. Anzi, proprio nel punto in cui l’utilitaria di Carginari sbandò, c’era una interruzione del parapetto in pietra, addirittura sostituito da un’asse di legno e da un ‘artigianale’ sistema di protezione. A condurre le indagini che hanno rilevato evidenti carenze sia di manutenzione che di verifica delle condizioni di sicurezza sono stati gli uomini dell’ufficio infortunistica della Polizia stradale di Teramo, diretti dal sostituto commissario Antonio Bernardi. L’incidente si verifico nel pomeriggio del 16 agosto ma il corpo dell’artigiano fu rinvenuto solo all’indomani dai figli, che si erano spinti sulla provinciale alla ricerca del congiunto, di ritorno da un intervento di riparazione proprio in quella zona.

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