Anche Consob contesta agli ex vertici Tercas i "pronti contro termine": multe per un milione di euro

TERAMO – Un altro milione di euro si aggiunge alla consistente somma di sanzioni che gli ogani di vigilanza e controllo sul sistema bancario hanno comminato agli ex vertici della Tercas. L’ultima in ordine di tempo, che oggi quantifica in circa 960mila euro il risarcimento, è la Consob, la Commissione nazionale per la Società e la Borsa, che chiude un procedimento avviato con la segnalazione dell’allora commissario straordinario di Bankitalia, Riccardo Sora, e notificato a metà del 2015. Di recente pubblicazione, il provvedimento riguarda 24 tra ex dirigenti, controllori e impiegati, e con essi, responsabile in solido, anche la stessa Tercas. Le contestazioni annotano violazioni del testo unico della Finanza, che riguardano i corretti comportamenti nei confronti della clientela ma anche irregolarità commesse nella negoziazione di azioni di propria emissione e nella mappatura del profilo di rischio delle emissioni subordinate della banca. La Consob destina la ‘fetta’ maggiore delle sanzioni alla vecchia governance della banca, quella estromessa dalla guida dell’istituto di credito di corso San Giorgio dal commissariamento deciso da Bankitalia. Ad essi, dal presidente Nisii al direttore generale Di Matteo, ai componenti dell’esecutivo di allora, sono stati notificati importi di oltre 600mila dei 960mila euro deliberati. Una parte delle violazioni contestate riguarda i cosiddetti "pronti contro termine" o, meglio, vendita di azioni proprie spacciate per questo prodotto, su cui anche la magistratura teramana ha di recente notificato decreti di giudizio per 28 persone.

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