Giustizia e imprese, rapporto difficile. D'Alfonso: «Creare un clima favorevole» VIDEO

TERAMO – "Dove c’è risposta efficiente ad una domanda di giustizia le imprese sono pronte ad investire". Lo ha detto il presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, intervenendo a Teramo al convegno ‘L’impresa interroga la giustizia’ organizzato da Confindustria Abruzzo, alla presenza del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, e del sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli. "Il tema della giustizia e della crescita economica – ha aggiunto D’Alfonso – vanno di pari passo. Anzi, sono le aziende che sono pronte ad investire e generare sviluppo se accertano che sul territorio ci sono le condizioni ottimali sul terreno della giustizia e della pubblica amministrazione. Differentemente invece, le aziende smettono di investire se vengono assalite da un sentimento di paura, generata a sua volta da atteggiamenti ostili della pubblica amministrazione o, nel caso della giustizia, da una ‘iper-rubricazione’ delle singole fattispecie". Il processo di modernizzazione delle strutture pubbliche rappresenta un passaggio importante "destinato ad accelerare la crescita del Paese". In questo senso, D’Alfonso è tornato "sullo straordinario valore" della Riforma Madia della pubblica amministrazione: "Ci troviamo di fronte ad una vera rivoluzione, perché per la prima volta si prevede la possibilità che di fronte ad un progetto di investimento e sviluppo di un’impresa si possa arrivare ad azzerare le procedure. Questo significa che la pubblica amministrazione cammina di pari passo con l’impresa; significa che la pubblica amministrazione non ha in odio l’ attività del privato; ma significa soprattutto che la pubblica amministrazione si apre alle esigenze delle imprese". Sul tema ha preso posizione anche la Chiavaroli condividendo l’appello del presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino Ballone (notizia accanto, ndr) compreso il fatto che probabilmente nel nostro Paese una sorta di pregiudizio anti-impresa l’ho respirato e continuo a respirarlo". Chiavaroli ha fatto riferimento al presente e al futuro, ricordando gli interventi già messi in atto dal governo per andare incontro al tessuto imprenditoriale e illustrando quanto sta facendo in questi giorni per continuare l’opera di rilancio del tessuto economico-produttivo. "Questo governo, fin dal 2014 – ha detto il sottosegretario – ha introdotto dei primi parziali correttivi. Il processo civile telematico è nel pieno delle sue funzioni, ieri alla Camera abbiamo approvato in prima battuta la riforma del processo civile che fornisce ulteriori risposte anche rispetto alle sezioni specializzate per le imprese. Una riforma che interviene sia sulla specializzazione che sulla riduzione dei tempi, puntando anche sul rito sommario". "Non bisogna sempre e solo parlare male della giustizia, ma occorre far in modo che se ne riconoscano la nobiltà e l’efficacia. Dobbiamo essere orgogliosi della grande professionalità dei magistrati italiani". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, toccando più volte la questione dei tempi della giustizia, soffermandosi poi sulle novità introdotte nel sistema giudiziario, soprattutto civile, anche su quelle rappresentate dal processo civile telematico, così come sui cambiamenti che il sistema giudiziario sta apportando al suo interno, anche a partire dalla cronaca degli ultimi tempi. "È di pochi giorni fa l’intervento del primo presidente di Cassazione sull’arretrato dei ricorsi in Cassazione, riferibile soprattutto ai giudici tributari – ha detto Legnini – così come è di pochi giorni fa la vicenda dolorosa dell’arresto di alcuni giudici Tributari. Noi stiamo puntando sulla specializzazione, sulla formazione, stiamo cambiando gran parte dei vertici degli uffici giudiziari. Non bisogna sempre e solo parlare male della giustizia, ma occorre far in modo che se ne riconoscano la nobiltà e l’efficacia. Dobbiamo essere orgogliosi della grande professionalità dei magistrati italiani". E, infine, sul tema del convegno: "Una giustizia che non funziona deprime le possibilità di crescita del paese. Oggi che c’è un giudice specializzato per le imprese i tempi si sono ridotti della metà, se non di più, rispetto a quelli ordinari".

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