Parto al punto nascita che non c'è più, Paolucci: «Ha funzionato la rete di emergenza-urgenza»

PESCARA – All’indomani del secondo caso di un parto in emergenza in un ospedale senza più il punto nascita (era successo ad Atri, è successo stavolta a Penne), con la neonata messa al mondo al pronto soccorso da medico e ginecologo, l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci interviene a stemperare le polemiche divampate ancora una volta sul rischio connesso alla decisione di chiudere: «Si è trattato – ha detto Paolucci – di un caso di ‘parto precipitoso’ che riguarda la rete di emergenza-urgenza. La vera notizia – sostiene l’assessore regionale – è che per la seconda volta in pochi mesi si è messa in moto la macchina dello Sten (Servizio trasporto emergenza neonatale) e ha funzionato bene». Paolucci aggiunge: «In queste situazioni è la rete di emergenza che si mobilita verso l’ospedale più vicino, e il parto in pronto soccorso è previsto nei centri privi di punto nascita. La presenza o meno del reparto di ostetricia non c’entra nulla, poiché è impossibile evitare l’eventualità di un parto precipitoso».

 

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