Epidemia di gastroenterite per i depuratori Ruzzo, aperto il processo

TERAMO – Si è aperto oggi, con l’ammissione di sei nuove parti civili tra cittadini e un’associazione di operatori turistici locali, oltre alle 59 che si erano già costituite in udienza preliminare, il processo per l’inquinamento del mare ad Alba Adriatica che, nel 2010, tra divieti di balneazione e bambini colpiti da gastroenteriti, assestò un duro colpo all’economia turistica locale.

A processo, con la nuova udienza fissata per il prossimo giugno e durante la quale saranno esaminate le questioni preliminari, l’ex presidente della Ruzzo Reti, Giacomo Di Pietro, e altre cinque persone che all’epoca rivestivano ruoli dirigenziali, soprattutto nell’area tecnica, all’interno del Ruzzo e della controllata Spt, accusati, a vario titolo e in base alle diverse posizioni, di reati che vanno dall’epidemia colposa al disastro ambientale fino alle lesioni.
L’inchiesta è quella aperta dal pm Laura Colica nel 2010 e partita dopo decine di denunce di persone che durante le vacanze estive al mare ad Alba Adriatica furono colpite da gastroenterite. Sotto accusa l’inquinamento delle acque legato, secondo la Procura, al malfunzionamento dei depuratori di Villa Rosa-Alba Adriatica, Sant’Omero, Sant’Egidio alla Vibrata, Nereto e Corropoli. Nel processo compaiono ad oggi ben 65 parti civili tra privati cittadini e associazioni di albergatori e ambientalisti.

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