Cona: l'ex fornace e la centrale elettrica approdano in Consiglio

TERAMO – La delocalizzazione della centrale elettrica di proprietà dell’Enel e il recupero dell’ex fornace "Scimitarra", questioni che da anni affliggono i residenti del quartiere Cona, approdano tra i banchi del Consiglio comunale. Il Comitato di quartiere Cona dopo il convegno dello scorso aprile, dove lo stesso presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso si è detto pronto, insieme alle altre istituzioni, a sostenere entrambi i progetti, ha deciso di chiamare in causa anche l’Amministrazione Brucchi. Entrambe le proposte, infatti, sono state inviate come ordine del giorno al presidente del Consiglio comunale Milton Di Sabatino e ai gruppi consiliari: «La riqualificazione dell’ex Fornace – spiega meglio il presidente del Comitato di Quartiere Cona, Domenico Bucciarelli – rientra tra gli interventi pubblico-privati del contratto di quartiere in cui è coinvolto anche il consorzio CCi Casa. Lo scopo è una riqualificazione urbana dell’intera zona attraverso il completamento di un’edilizia sostenibile e una riqualificazione urbana del quartiere». Il progetto, che oltre alla riqualificazione dell’ex fornace prevede il prolungamento del parco fluviale e la realizzazione di un percorso pedonale attrezzato tra le tre scuole de quartiere nonostante l’approvazione del Consiglio comunale (2004) e uno stanziamento regionale di circa 5 milioni di euro non è stato ancora realizzato. «Delle tre opere – ha continuato Domenico Bucciarelli – solo una è stata realizzata. Il percorso pedonale è bloccato in appalto e la riqualificazione dell’ex fornace non è mai partita». Le cose non vanno meglio per quanto riguarda, invece, il secondo progetto, ossia quello relativo allo spostamento della centrale elettrica, argomento che preoccupa particolarmente i residenti del quartiere per i rischi per la salute connessi alla vicinanza dell’impianto. «Anche in questo caso – ha concluso il presidente del Comitato di quartiere Cona – i provvedimenti adottati sulla carta non si sono mai tradotti in pratica. L’intesa raggiunta nel lontano 2001 tra Enel e Comune per la delocalizzazione della centrale non ha, infatti, mai trovato applicazione. Nel frattempo, però, le preoccupazioni crescono di fronte a forme tumorali e leucemie che, purtroppo, si fanno spazio nella zona. Per questo motivo chiediamo risposte e soluzioni, che però siano concrete e veloci».

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