Il sindaco su Teleponte: «Protesi a sostenere la voce dell'informazione e il personale»

TERAMO – Anche il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, è intervenuto sulla crisi che sta attraversando l’emittente televisiva Teleponte. Ecco il testo della sua nota:

«Teleponte è emittente televisiva cittadina di grande importanza. Al pari degli altri organi di informazione, per decenni essa è stata preziosa testimone degli eventi di cronaca, cultura, politica, sport, costume, che hanno segnato la storia della città di Teramo e dell’intera provincia. Le professionalità che in essa si sono formate e avvicendate, hanno articolato stile e modalità dai principi inconfondibili, analogamente a quanto accaduto e accade per le altre emittenti televisive e radiofoniche, per la carta stampata e, negli ultimi anni, per i siti web.

Consapevole di ciò – scrive il sindaco Brucchi – l’amministrazione comunale ha costantemente avuto come interlocutrice anche l’emittente televisiva della Gammarana, non soltanto per le naturali funzioni connesse all’esercizio dell’attività giornalistica ma pure in ragione di  "sponda" nel riferimento diretto della comunicazione con i cittadini; d’altronde, non di rado ci siamo rivolti agli organi di informazione, proprio per le comunicazioni di pubblica utilità da indirizzare ai teramani, puntualmente assecondati.

La crisi che ora colpisce Teleponte, è particolarmente preoccupante proprio per i rischi connessi a questo duplice aspetto: da un lato quello di perdere una voce dell’informazione e della comunicazione, e poi per le conseguenze di natura occupazionale che inevitabilmente si prospettano.

In ragione di ciò, intendiamo essere fortemente partecipi delle difficoltà dell’emittente televisiva e auspichiamo che possano in tempi rapidi trovarsi le soluzioni per superare lo stato di crisi. 

Come già verificatosi in altre analoghe situazioni di crisi occupazionale, imprenditoriale o istituzionale per le quali ci siamo direttamente impegnati, siamo a disposizione per collaborare nella ricerca delle soluzioni che possano portare a riconfermare i livelli professionali ora a rischio e far ripartire uno strumento di informazione del territorio.

Rileviamo infine che neanche in situazioni così delicate come questa, qualcuno si fa sfuggire l’occasione per leggere gli eventi e volgerli unicamente in una interpretazione interessata e strumentalizzante, che non entra nel merito della vicenda e non porta il minimo contributo alla sua soluzione; noi invece siamo pronti a fare la nostra parte, attenti unicamente alla funzione della testata e alla tutela dei lavoratori».

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