Banca di Teramo: lascia De Flaviis, l'uomo della 'svolta'

TERAMO – Dopo averlo più volte minacciato, stavolta lo ha fatto davvero. La Banca di Teramo ha la direzione generale vacante da oltre una decina di giorni ma dalle resistenti mura (almeno quelle)  della sede di viale Crucioli la notizia è trapelata oggi, in contemporanea in alcune redazioni: Fernando De Flaviis si è dimesso dall’incarico. Colui che lo stesso presidente Cristiano Artoni aveva definito l’uomo della svolta, quando gli fu affidato dal consiglio di amministrazione della banca fondata 20 anni fa dall’onorevole Paolo Tancredi il compito di ‘ristrutturare’ la banca teramana, oggi lascia. Lo fa non senza una scia di polemiche, alla vigilia dell’operazione che porterà l’istituto teramano a chiudere il periodo più discusso della sua storia con la… scomparsa. L’annessione da parte della Bcc di Castiglione e Pianella di fatto questo sancirà. I numeri di oggi all’uscita del direttore generale De Flaviis sono lì, crudeli: i crediti deteriorati ammontano a oltre 70 milioni di euro e l’assemblea dei soci delle prossime settimane, in cui questo Cda chiederà l’approvazione del passaggio in Bcc di Castiglione, si annuncia già da adesso torrida. E’ infatti cominciata la caccia alle deleghe di voto (tre a testa per ogni socio), nel timore che la fronda di contrari sia densa e agguerrita. Con il rischio di un commissariamento dai funesti presagi semmai non dovesse passare il progetto di fusione, già validato dal management della banca.

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