La difesa del caldaista: «Il gip esclude complici e delinea il classico delitto d'impeto»

TERAMO – «L’ordinanza di convalida del giudice Domenico Canosa rappresenta la prima, sia pure provvisoria, pronuncia sulla vicenda. In particolare il gip ha delineato una ricostruzione della dinamica, sulla base degli elementi acquisiti, conforme all’omicidio d’impeto, il che rende problematica la ipotesi, esclusa dal medesimo gip, della presenza di un complice, o di un concorrente che abbia spalleggiato il Di Silvestre». A parlare, dopo la convalida, per l’omicidio di Giulianova, sono i legali di Di Silvestre, gli avvocati Nadia Baldini e Gennaro Lettieri, per i quali anche i primo risultati dell’autopsia confermerebbero l’omicidio d’impeto.

«La vittima non è stata attinta da due fendenti, ma da un solo colpo tangenziale – scrivono i due legali, rispondendo così indirettamente al procuratore Antonio Guerriero: «Allo stato nessun altro movente si attaglia ai fatti – continuano i due legali – ed appare inutile compiere atti di indagine che prevedono gli esami di parenti stretti, che, verosimilmente, più che ripetutamente interrogati, andavano sottratti allo sviluppo giudiziario».

I due legali spiegano poi come «il coltello usato dal Di Silvestre era destinato esclusivamente all’attività in campagna, da sempre svolta, e solo per tale motivo esclusivo aveva collocazione all’interno del mezzo dell’indagato». Dopo aver ricordato come il procedimento sia agli inizi e come «ciò induca ad un giudizio di assoluta prudenza», i due legali esprimono infine, per conto della famiglia Di Silvestre, «sincera partecipazione al dolore della famiglia Cialini».

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