TERAMO – Il carcere di Castrogno rischia il collasso per carenza di personale e per criticità organizzative. E’ la denuncia che parte dal sindacato degli agenti di polizia penitenziaria Sappe e finisce sul tavolo del Provveditore Regionale Lazio, Abruzzo e Molise, Cinzia Calandrino. Il Sappe, attraverso il suo segretario provinciale Giuseppe Pallini, rileva come la situazione organizzativa sia al limite, «con quotidiani accorpamenti di postazioni di servizio, servizi di piantonamento all’ospedale civile di Teramo organizzati su tre quadranti giornalieri di 8 ore, personale richiamato dal riposo settimanale e dal congedo ordinario, postazioni di fondamentale pregiudizio per la sicurezza sguarnite o chiuse, demansionamento del personale del ruolo Ispettori, personale non inviato ai corsi di formazione», per citare le questioni principali. La situazione che rischia di diventare esplosiva, secondo il sindacato più rappresentativo degli agenti, sarebbe aggravata dall’assegnazione di detenuti ingestibili e psichiatrici, dalla mancanza di educatori, di strumenti tecnologici come telecamere e sistemi di allarme, di idonee e salubri postazioni di lavoro. Fa tremare i polsi poi, l’ammontare del congedo ordinario di cui il personale deve ancora fruire, che supera i 14.200 giorni. Pallini chiude con l’appello a trasferire il problema sul tavolo sindacale nazionale.
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