Il quotidiano il Centro vicino alla vendita al Gruppo Toto

TERAMO – La notizia era nell’aria da diverso tempo ma adesso ha preso forma e consistenza più concrete, se è vero che il corpo redazione del quotidiano si è riunito in un’assemblea in cui sono stati disegnati contorni di preoccupazione più che fondata: il Centro sta per essere venduto. Proprio nei giorni del trentesimo compleanno, il quotidiano abruzzese del gruppo L’Espresso vive dunque momenti delicati sul fronte del futuro occupazionale. Come se non bastasse la crisi di vendite che dura da tempo e che avrebbe fatto ipotizzare anche la chiusura di redazioni storiche e negli anni passati ‘roccaforte’ come quella di Teramo, sullo schema purtroppo già conosciuto di quanto accaduto, in parte, al Messaggero e in maniera definitiva al Tempo.

L’operazione di cessione di uno dei 18 quotidiani locali del Gruppo è conseguenza diretta dell’acquisizione della Stampa da parte di Repubblica. La somma delle tirature che ne viene fuori supera il tetto stabilito dalla legge che prevede per ogni azienda editoriale il limite del 20% della tiratura complessiva dei giornali. Da qui la scelta dolorosa di snellire il volume di stampato. La valutazione del gruppo editoriale, complice anche la crisi di numeri, sarebbe caduta sui quotidiani in sofferenza: il Centro in Abruzzo, la Nuova Sardegna, Trentino e Alto Adige. In un primo momento era finito sul mercato anche La Città, quotidiano edito a Salerno. 

La ‘dismissione’ decisa dal Gruppo ha fatto partire la ridda di ipotesi, tra ammiccamenti e vere trattattive, come succede sempre in questi casi. Tra queste ultime, dando per poco concreto l’interessamento del Gruppo Caltagirone di Roma, editore del Messaggero, che ha chiuso proprio in questi giorni le redazione marchigiane, concentrando tutti gli sforzi editoriali sull’altro quotidiano di proprietà, il Corriere Adriatico – eguale operazione dovrebbe essere prevista in caso di acquisto del Centro in Abruzzo -, assume valore più reale il tavolo aperto con il gruppo imprenditoriale di Carlo Toto, manager delle autostrade, con interessi nelle costruzioni, nelle energie rinnovabili, nei trasporti.

Sul tavolo per il nuovo proprietario, qualunque sia, c’è la necessità di un piano di rilancio, sia sotto il profilo del risanamento dei conti che dei numeri. Al Centro sono infatti lontani i tempi delle tirature a decine di migliaia di copie, nel boom del giornale che fu lanciato da firme del calibro di Ugo Zatterin e Carlo Pucciarelli, che aveva  inserti ed edizioni speciali, del giornale ‘voce’ dei cittadini e molto meno dei politici.

Insomma in tempo di crisi generalizzata dell’editoria, stampata e televisiva, anche il quotidiano il Centro comincia a fare i conti con l’incertezza occupazionale e la salvaguardia dei posti di lavoro.