D'Alberto: «Percolato, Brucchi ha sprecato 600mila euro»

TERAMO – A conti fatti, il Comune di Teramo negli ultimi sei anni ha speso 600mila euro in più per la raccolta e lo maltimento del percolato della discarica La Torre. Lo sostiene Gianguido D’Alberto, capogruppo Dem in consiglio comunale, tirando le somme di quello che è stato, fino ad oggi, il servizio affidato in maniera diretta o attraverso la Team. E’ del 24 agosto scorso la delibera con cui il comune ha aggiudicato in via provvisoria il servizio attraverso una gara di evidenza pubblica, al prezzo per tonnellata di 31,50 euro. Se ne pagavano dai 37,46 ai 35,58, dal 2010, quando era affidato senza gara. «Con l’attivazione della procedura ad evidenza pubblica, a più riprese da noi inutilmente invocata in questi anni – sostiene Gianguido D’Alberto -, si è riusciti ad ottenere un ribasso significativo pari a circa il 15% dell’importo fissato a base d’asta. In sostanza, la gestione senza gara del servizio voluta dall’Amministrazione Brucchi, dal 2010 a metà 2016, è costata ai cittadini teramani almeno 600mila euro in più rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere semplicemente rispettando i principi e la normativa nazionale ed europea in materia di concorrenza, non discriminazione e trasparenza». Tutto a posto adesso? Niente affatto perchè D’Alberto annuncia, «in assenza di risposte chiare ed immediate e, soprattutto, in mancanza di una piena assunzione di responsabilità sotto il profilo politico e amministrativo sul punto», un ricorso alla Corte dei Conti che potrà «finalmente fare luce su questa vicenda che grida vendetta e che rappresenta l’ennesimo ulteriore schiaffo ai cittadini – dice il capogruppo del Pd – che continuano a pagare i disastri di un centrodestra allo sbando e di una maggioranza politica ormai giunta da tempo al capolinea». Secondo l’oppposizione, c’è necessità di individuare «chi risponde politicamente, giuridicamente e amministrativamente di questa vergognosa vicenda prevista, denunciata e per troppo tempo colpevolmente mai affrontata. Per quale motivo si è deciso di creare nel tempo le condizioni per l’ulteriore prosecuzione in capo alla stessa ditta di un affidamento diretto durato  a lungo precludendo così ai cittadini di pagare di meno per un servizio pesantissimo sotto il profilo economico? Quanto è costata, in via più generale, alla collettività teramana questa endemica allergia alle gare di cui sono state affette tutte le inefficienti "giunte Brucchi"», conclude D’Alberto.